Al deputato di Forza Italia invito a comparire per rendere interrogatorio emesso dalla Dda di Napoli
Avrebbe minacciato una funzionaria del Comune di Marano per la realizzazione di opere da parte di imprese di cui sono titolari i fratelli, già destinatari di un’ordinanza cautelare nei giorni scorsi. Il deputato Luigi Cesaro è di nuovo indagato, stavolta per l’ipotesi di minacce a pubblico ufficiale, reato aggravato dall’articolo 7 per le modalità mafiose. Il parlamentare di Forza Italia, al quale si contestano presunte pressioni indebite, è destinatario di un invito a comparire per rendere interrogatorio, emesso dalla Dda di Napoli, nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione degli appalti nel comune dell’hinterland a nord di Napoli. L’invito a “vedersi bene le carte” perché “era tutto a posto” e “i collaudi erano regolari”. Queste le frasi fatte pervenire alla funzionaria comunale incaricata dei controlli sui collaudi delle opere che avrebbero rivestito un significato intimidatorio e che sono a fondamento della decisione dei magistrati della Dda di Napoli di emettere un invito a presentarsi. Il provvedimento ha origine da un filone di indagine legato all’inchiesta che il 24 maggio scorso ha portato a cinque arresti, tra i quali quello dei due fratelli del parlamentare. Aniello e Raffaele Cesaro: secondo gli inquirenti sarebbero scesi a patti con il boss Giuseppe Polverino, e per ogni appalto pubblico che vincevano i due imprenditori, anche grazie all’appoggio della cosca, i guadagni sarebbero stati divisi a metà.
“La decisione della Procura di ascoltarmi mi darà l’occasione di ricostruire i termini di una vicenda assolutamente lineare – afferma Luigi Cesaro – e priva di qualsiasi connotazione di rilevanza penale. L’auspicio è che, in tale modo, possa contribuire ad interrompere una incivile spirale mediatica di demonizzazione della mia persona. A questo proposito già da qualche giorno ho denunciato per calunnia chi ha voluto, con criminale farneticazione, attribuirmi comportamenti illeciti in occasione delle elezioni comunali di Sant’Antimo di qualche anno fa”.
