Esaminata la “delibera di proposta al consiglio” approvata dalla giunta comunale lo scorso 15 marzo che sancisce l’approvazione dell’aumento di capitale dell’Anm per 65 milioni di euro attraverso il conferimento di immobili di proprietà del Comune
Oggi la situazione economica dell’Anm, azienda partecipata del Comune di Napoli è stata discussa nella riunione congiunta delle commissioni consiliari Bilancio e Infrastrutture, presiedute rispettivamente dai consiglieri Manuela Mirra e Gaetano Simeone. Esaminata la “delibera di proposta al consiglio” approvata dalla giunta comunale lo scorso 15 marzo che sancisce l’approvazione dell’aumento di capitale dell’Anm per 65 milioni di euro attraverso il conferimento di immobili di proprietà del Comune. Alla riunione della commissione hanno partecipato l’amministratore unico dell’Azienda, Alberto Ramaglia e i tre assessori competenti Salvatore Palma (Bilancio), Enrico Panini (Lavoro e Crisi) e Mario Calabrese (Infrastrutture, Lavori Pubblici e Mobilità). L’amministratore unico dell’Anm, Alberto Ramaglia ha evidenziato che “il bilancio aziendale del 2015 si è chiuso con una perdita di esercizio di 42 milioni di euro, alla quale si aggiungono 27 milioni evidenziati dal preconsuntivo al 30 novembre 2016”. Un “buco” enorme che riduce il patrimonio netto dell’azienda ad 8 milioni, circa un terzo del capitale di partenza. E non si sono concretizzate le condizioni che sostenevano il precedente piano industriale triennale (2014/2017). Secondo il manager “la ricapitalizzazione aziendale deve essere accompagnata da una serie di misure di risanamento e di rilancio da realizzare entro il 2019”.
In sintesi: l’azienda concentrerà la produzione in ambito urbano (con servizi su gomma per 12 milioni di chilometri e su ferro per 6,3 vetture a chilometro) cedendo ad altra azienda di trasporto, la Ctp, il servizio suburbano ad eccezione di quello filoviario; ci sarà l’accompagnamento alla pensione per 140 dipendenti, l’assunzione di 160 nuovi autisti e la riconversione di altri 85 dipendenti (60 saranno destinati al ruolo di controllo e 25 alla sosta), mentre 69 dipendenti migreranno verso altre partecipate; sarà ceduto a Napoli Servizi il servizio di segnaletica (20 dipendenti); nell’efficientamento dei costi del personale rientra anche il ripristino delle 39 ore settimanali per una quota di personale amministrativo che lavora attualmente per 34 ore e una riduzione del 20% del salario dei dirigenti. Proposto l’aumento delle tariffe. Aumento progressivo dei biglietti in 3 anni fino a 1.30 euro nel 2019, l’aumento delle tariffe di sosta nei parcheggi comunali, l’aumento dei parcheggi per i residenti sulle strisce blu, l’aumento delle tariffe per i bus turistici). L’assessore al Bilancio Palma ha affermato che il comune si è assunto importanti impegni. “Oltre all’aumento del capitale di Anm per 65 milioni di euro, nei prossimi tre anni saranno destinati 54 milioni di euro all’anno per garantire i servizi di trasporto pubblico e 3 milioni di euro all’anno per le manutenzioni straordinarie delle infrastrutture”. Durante la discussione è intervenuto il consigliere Gaetano Troncone ((gruppo Misto) che ha chiesto un approfondimento in consiglio comunale “sulla valutazione e consistenza degli immobili che il Comune si appresta a cedere alla Anm e sulle ricadute economiche della fusione delle aziende Anm, Napolipark e Metronapoli. Il consigliere Vincenzo Moretto (Prima Napoli), ha criticato la gestione politica delle partecipate, gli elevati stipendi dei vertici.

