Assemblea calda a San Giovanni a Teduccio: l’ex sindaco Luigi De Magistris fa autocritica, incassa le critiche della sinistra e punta a riconquistare Palazzo San Giacomo con un’alleanza popolare.
Più di cento persone, 18 interventi e una bandiera palestinese gigante a coprire la parete della sala consiliare della VI Municipalità. Se qualcuno pensava che la periferia orientale di Napoli fosse rassegnata, l’assemblea di oggi pomeriggio a San Giovanni a Teduccio ha dimostrato il contrario. Sotto il titolo “La democrazia riparte da Napoli Est”, comitati di lotta, associazioni, sindacati di base e cooperative sociali si sono dati appuntamento per tracciare una linea di confine: da una parte i “poteri forti” e i tagli al sociale, dall’altra il territorio che resiste.
A fare gli onori di casa e a gestire il dibattito è stato Sandro Fucito, presidente della VI Municipalità, che ha dato voce a una sequenza di interventi durissimi e privi di retorica.

Scuole “da schifo” e bombe sociali: le voci dal territorio
La prima a scuotere la sala è stata Maria Rosaria De Matteo, attivista storica della periferia est: “Le condizioni delle scuole nell’area a Est di Napoli fanno schifo”, ha denunciato senza giri di parole, accendendo i riflettori su un diritto allo studio negato nei fatti.
Subito dopo, la parola è passata alla trincea dei servizi sociali. Una rappresentante degli 88 operatori della cooperativa in appalto con l’Asl Napoli 1 ha lanciato l’allarme: tra un mese scatteranno i licenziamenti. L’Asl ha deciso di non prorogare il contratto, cancellando di colpo un presidio fondamentale che sul territorio si occupava di prevenzione del gioco d’azzardo, dipendenze e percorsi alternativi al carcere per decine di detenuti. Una vera e propria bomba sociale.

Anche Marcoflavio Cappuccio, attivista e operatore sanitario, ha colpito duro sulla quotidianità delle famiglie povere delle periferie: ai giovani viene negato un lavoro vero e mancano spazi di aggregazione culturale. La sua proposta? Ordinanze comunali per il salario minimo e regole rigidissime contro il lavoro nero e l’inquinamento.
L’ambiente ferito e la scuola “per ricchi”
Il tema ambientale è stato al centro dell’intervento di Enzo Morreale (Comitato San Giovanni), che ha ricordato gli effetti devastanti lasciati sul territorio dalle multinazionali, mentre Pasquale Gallifuoco (Acli regionalE) si è soffermato sui tagli programmatici alle politiche sociali.
Un affondo ideologico importante è arrivato da Marcella Raiola (Docenti per Gaza), che ha denunciato il tentativo governativo di militarizzare e privatizzare la scuola pubblica. Raiola ha lanciato l’allarme su pericolose derive liberiste, come la sperimentazione di forme di Intramoenia scolastica: classi a pagamento per i figli dei ricchi su determinate materie.
A ribaltare la narrazione dominante della politica del rigore ci ha pensato Franco Specchio (Anpi Napoli Est): “Basta con la logica del debito e dei sacrifici. Indebitarsi per garantire istruzione e sanità pubblica a tutti è un grande atto politico e costituzionale”.
Il confronto con de Magistris: l’autocritica e la corsa alle comunali
L’ospite più atteso, seduto al tavolo della presidenza, era l’ex sindaco Luigi de Magistris. Il confronto con la piazza non è stato accomodante. Michele Franco, esponente di Potere al Popolo, ha ripercorso le battaglie di Napoli Est – dalle speculazioni edilizie al mare negato, fino all’emergenza casa e disoccupazione – e si è rivolto direttamente a de Magistris, invitandolo a una seria autocritica sugli errori, i limiti e le esperienze negative della sua passata amministrazione. Una critica netta, che però si è conclusa con un’apertura: la disponibilità a iniziare una nuova battaglia comune per le prossime elezioni comunali.https://youtu.be/WO6Tj-cujQc
La risposta di de Magistris non si è fatta attendere. L’ex sindaco ha raccolto la sfida, mostrandosi ampiamente propenso all’autocritica sulle scelte meno felici del passato. “Bisogna fare tesoro degli errori fatti”, ha dichiarato, annunciando di fatto l’inizio della campagna elettorale per riconquistare Palazzo San Giacomo.
L’obiettivo dichiarato è la nascita di un’alleanza popolare per l’attuazione della Costituzione. Sarà uno scontro duro contro gli affaristi, ha ammesso de Magistris, che ha sottolineato la necessità di selezionare questa volta consiglieri “affidabili” e pronti alla battaglia. Per non farsi trovare impreparato, l’ex sindaco ha annunciato la creazione immediata di gruppi di lavoro composti da giuristi: l’obiettivo è preparare delibere e ordinanze comunali “tipo”, pronte da approvare il giorno dopo l’eventuale vittoria.
Da Napoli Est il messaggio è partito: la corsa per il Comune è ufficialmente cominciata, e questa volta le periferie pretendono di essere protagoniste.
Ciro Crescentini
