Dramma durante la ristrutturazione di un edificio, indagini in corso
Una nuova tragedia sul lavoro scuote Palermo, riportando al centro dell’attenzione il tema, mai risolto, della sicurezza nei cantieri. In via Ruggero Marturano, due operai hanno perso la vita mentre erano impegnati in lavori di ristrutturazione su un edificio. Le vittime, di 50 e 41 anni, sono precipitate nel vuoto in seguito al cedimento del cestello su cui stavano operando.
Secondo le prime ricostruzioni, l’incidente sarebbe stato provocato dalla rottura del braccio della gru che sosteneva la piattaforma elevatrice. Il cestello, cadendo, ha urtato e sfondato in parte la copertura di un’officina di pneumatici situata al piano terra dello stabile. Nell’impatto è rimasto ferito anche un terzo lavoratore, un uomo di 34 anni che si trovava all’interno dell’autofficina, successivamente trasportato in ospedale con un trauma cranico.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti tempestivamente polizia, vigili urbani e vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di soccorso e nella messa in sicurezza dell’area. Le autorità stanno ora lavorando per chiarire l’esatta dinamica dei fatti e accertare eventuali responsabilità.
Le due vittime, Daniluc Tiberi Mihai (50 anni) e Najahi Jaleleddine (41 anni), sarebbero rispettivamente di origine romena e tunisina. Stavano lavorando a un intervento edilizio quando si è verificato il cedimento che si è rivelato fatale.
Forte la presa di posizione del segretario generale della Fillea Cgil, Antonio Di Franco, che ha dichiarato: «Occorre una legislazione stringente e organica in materia di salute e sicurezza».
Il sindacalista ha poi aggiunto: «Non si può parlare di fatalità, siamo di fronte all’ennesimo ‘operaicidio’. È necessario individuare e accertare le responsabilità senza lasciare spazio a zone d’ombra».
Ancora una volta, il mondo del lavoro paga un prezzo altissimo. Dietro ogni incidente ci sono storie, affetti e vite spezzate. L’episodio di Palermo riaccende con forza il dibattito sulla necessità di investire concretamente in prevenzione, formazione e controlli, affinché lavorare non significhi più mettere a rischio la propria vita. La sicurezza deve diventare una realtà concreta e quotidiana, non restare soltanto un principio scritto nei protocolli
Ciro Crescentini
