Obiettivo: costruire politiche inclusive partendo dai territori – Assemblea a settembre a Napoli
Parte da Napoli, città simbolo delle disuguaglianze e del disagio sociale del Mezzogiorno, la proposta per una nuova visione dei diritti delle persone con disabilità: si chiama “Autonomia Garantita” ed è promossa da Stefano Ioffredo, segretario provinciale di Sinistra Italiana, con il sostegno del Movimento Disabili per la Pace, guidato da Osvaldo Barba.
«Vogliamo partire proprio dai territori per costruire un’alternativa reale a chi taglia il welfare, mentre promuove l’economia di guerra e l’Autonomia Differenziata. Per noi, l’autonomia è un diritto, non un privilegio», afferma Ioffredo.
Un piano nazionale per l’autonomia
Tra i punti cardine della proposta c’è la richiesta al Governo di un Piano Nazionale per l’Autonomia, finanziato con fondi europei e statali, per garantire gratuitamente ausili personalizzati, carrozzine e tecnologie assistive a tutte le persone con disabilità.
«Non è accettabile che nel 2025 ci siano ancora famiglie costrette a scegliere tra il diritto alla mobilità e la sopravvivenza. L’autonomia personale deve essere garantita da un sistema pubblico efficiente», incalza Ioffredo.
Il piano comprende anche un Fondo per l’Abitare Accessibile, per adattare le abitazioni alle necessità delle persone con disabilità, e un forte investimento nell’assistenza personale autogestita, in coerenza con la Convenzione ONU.
«Abbiamo firmato convenzioni internazionali, ma le abbiamo lasciate sulla carta. È ora di renderle operative», aggiunge.
Lavoro, salute mentale e caregiver: le altre priorità
La proposta tocca anche il tema dell’inserimento lavorativo e della salute mentale, due ambiti troppo spesso trascurati.
«La Legge 68/99 deve essere pienamente attuata, e servono sanzioni per le aziende che non rispettano le quote d’assunzione. Ma serve anche un piano serio per la salute mentale, oggi lasciata in balia di servizi territoriali deboli e senza risorse», sottolinea il segretario di Sinistra Italiana Napoli.
Non meno centrale la questione dei caregiver familiari, ancora oggi privi di una legge nazionale che riconosca il loro ruolo.
«Chi si prende cura di un familiare con disabilità svolge una funzione essenziale. È ora che lo Stato li riconosca con diritti concreti, non solo con parole».
Enti locali protagonisti del cambiamento
La proposta include un pacchetto di misure rivolte anche a Regioni e Comuni, con la Campania come territorio pilota.
«Proponiamo l’istituzione di un Fondo Regionale per l’Autonomia, in collaborazione con città metropolitane e comuni, per fornire gratuitamente e senza ostacoli burocratici carrozzine e ausili tecnici. Ma anche il finanziamento diretto da parte dei comuni dei progetti di assistenza personale», spiega Ioffredo.
A livello locale, si propone anche:
- l’attuazione dei PEBA (Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche);
- la creazione di sportelli per l’inserimento lavorativo;
- la nomina di un Garante dei Disabili in ogni comune;
- l’adeguamento del trasporto pubblico e delle spiagge con fondi PNRR;
- il rilancio del museo tattile per persone pluriminorate psicosensoriali;
- l’istituzione di un registro per Assistenti Scolastici (Asacom e Assistenti Materiali) per l’inclusione nelle scuole.
Il sostegno del Movimento Disabili per la Pace
A sostenere con forza l’iniziativa anche il Movimento Disabili per la Pace, attivo sul territorio nazionale e da sempre impegnato nella difesa dei diritti delle persone con disabilità.
«Questa proposta rappresenta finalmente una visione inclusiva e concreta. L’autonomia deve essere garantita, non ostacolata. Serve un cambio di passo culturale e istituzionale», afferma Osvaldo Barba, portavoce del Movimento.
Settembre: inizia la mobilitazione
La proposta non si esaurisce nella denuncia, ma si apre alla costruzione di un percorso collettivo. Ioffredo annuncia infatti un momento pubblico per settembre.
«Convocheremo tutte le associazioni, i movimenti e le realtà sociali per costruire insieme l’Autonomia Garantita. Vogliamo ascoltare, elaborare e agire. Chi governa non può più voltarsi dall’altra parte», conclude Ioffredo. «Ci vuole visione politica, ma anche umanità. E Napoli, ancora una volta, può indicare la strada».
Red

