Via libera del Cipess al progetto definitivo. Il governo esulta: «Sarà il ponte a campata unica più lungo del mondo». Ma sindacati e opposizioni insorgono: «Il Sud ha bisogno di acqua, ferrovie e servizi, non di un’opera inutile»
Il Ponte si farà: cantieri al via in autunno, taglio del nastro previsto entro 8 anni
Dopo decenni di rinvii, ricorsi e ripartenze mancate, il Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) ha dato il via libera al progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina. Il governo Meloni punta ad aprire i primi cantieri già nell’autunno 2025, con una conclusione prevista tra il 2032 e il 2033.
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini lo annuncia con entusiasmo: «Sarà il ponte a campata unica più lungo del mondo. Un’opera storica per l’Italia e un volano per il Mezzogiorno». La premier Giorgia Meloni parla di «una svolta epocale».
Ma mancano acqua e infrastrutture di base: «Il governo ignora i veri bisogni del Sud»
Le reazioni delle opposizioni e dei sindacati sono durissime. «Si finanzia il Ponte sullo Stretto con 13,5 miliardi di euro mentre oltre 3 milioni di cittadini siciliani non hanno accesso regolare all’acqua potabile», denunciano Pino Gesmundo (Cgil) e Antonio Di Franco (Fillea). «Il governo ignora i problemi reali di Sicilia e Calabria».
Secondo i sindacati, il progetto rappresenta «una scelta sbagliata e pericolosa». Le priorità per il Sud sarebbero ben altre: «Completamento della rete ferroviaria, potenziamento dei porti, messa in sicurezza delle strade e, soprattutto, interventi strutturali per fronteggiare la crisi idrica».
Opere bloccate, fondi tagliati: «Sottratti 11,4 miliardi al Sud per finanziare il Ponte»
Un recente report dell’Osservatorio SILOS della Camera dei Deputati ha denunciato il taglio di 11,4 miliardi di euro destinati a opere strategiche nel Mezzogiorno. Tra quelle bloccate o sottofinanziate:
- SS 106 Ionica (5,2 miliardi)
- Completamento A2 Salerno-Reggio Calabria (2,95 miliardi)
- Potenziamento linea ferroviaria ionica (466 milioni)
«Il Mezzogiorno viene depredato di risorse per un’opera che stravolgerà l’ambiente, causerà espropri violenti e non risolve alcun problema concreto», ribadiscono le sigle sindacali.
Conte (M5S): «Mancano 17 miliardi per l’Alta Velocità. Il Ponte è un progetto superato»
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, attacca frontalmente Salvini e il governo: «Per l’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria mancano 17 miliardi di euro. Eppure il ministro si accanisce sul Ponte, un progetto vecchio, mai aggiornato, pieno di criticità».
«Anche se non si farà, lo Stato dovrà pagare 1,5 miliardi in penali alle aziende coinvolte. Questo è il vero scandalo». Conte ironizza anche sulla decisione di qualificare il Ponte come infrastruttura militare: «Un escamotage per accelerare l’opera. Se volete fondi per un ospedale o una scuola, registrateli come arsenale militare. Così vi riempiono di soldi».
Braga (PD): «Una follia da 13 miliardi mentre la Sicilia muore di sete»
La capogruppo PD alla Camera, Chiara Braga, punta il dito contro il governo: «Con le dichiarazioni euforiche della premier Meloni e del ministro Salvini si consuma l’ennesimo atto arrogante verso i bisogni reali del Mezzogiorno».
«Il Ponte rappresenta una scelta scellerata: mentre si tagliano i fondi per infrastrutture realmente utili, si stanziano 13,5 miliardi per un’opera che devasta il territorio e non serve alla mobilità quotidiana dei cittadini».
Lorefice (M5S): «Il governo abbandona il Sud, ma usa la Sicilia come vetrina»
Anche il senatore M5S Pietro Lorefice condanna l’operazione: «È vergognoso dare priorità a un progetto senza copertura completa, mentre intere tratte ferroviarie e idriche restano ferme. La Sicilia viene usata solo per propaganda, ma è lasciata senz’acqua e senza treni».
Ponte sullo Stretto: simbolo di sviluppo o grande illusione?
Mentre il governo esulta per il via libera al progetto, cresce la spaccatura politica e sociale: una parte del Paese festeggia un’opera ingegneristica senza precedenti, l’altra denuncia lo spreco di fondi vitali per l’emergenza idrica, le ferrovie e i servizi essenziali del Sud.
Ciro Crescentini
