L’eurodeputata Pd vuole cancellare il concerto di Gergiev. La cultura diventa bersaglio politico. Nel suo appello al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, l’europarlamentare compie un’azione che ricorda le epurazioni d’altri tempi
C’è chi la guerra la fa sul campo e chi, non potendo, la combatte strepitando sui social. È il caso dell’eurodeputata del Partito Democratico Pina Picierno, che si distingue ancora una volta per il suo fanatismo ideologico e per il suo zelo censorio. In un post su X, ha chiesto nientemeno che la cancellazione del concerto del direttore d’orchestra russo Valery Gergiev, previsto alla Reggia di Caserta il 27 luglio nell’ambito della rassegna “Un’Estate da Re”. Il motivo? Gergiev sarebbe, secondo Picierno, un “fiancheggiatore del Cremlino”.
È l’ennesima uscita surreale di una parlamentare europea che sembra confondere sistematicamente l’arte con la propaganda, la cultura con l’ideologia. Sì, perché a quanto pare per Pina Picierno esiste un’unica chiave di lettura del mondo: quella dello scontro permanente, dove chiunque non si adegui alla sua visione manichea dev’essere cancellato, messo al bando, escluso.
Nel suo appello al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, la Picierno si lancia in un atto di censura che ricorda le epurazioni d’altri tempi: “Evitare che i soldi dei contribuenti finiscano nelle tasche di un fiancheggiatore di un regime criminale”. Parole gravi, se si pensa che sono rivolte a un musicista, non a un leader politico o a un funzionario governativo.
Ma cosa dovrebbe fare un artista russo, secondo la Picierno? Rinnegare pubblicamente il proprio Paese per ottenere un visto artistico europeo? Firmare una dichiarazione di condanna politica a ogni esibizione? È questa la libertà che vogliamo difendere?
La verità è che Picierno, da sempre paladina di una linea interventista e muscolare, continua a usare la tragedia della guerra per imbastire battaglie ideologiche che nulla hanno a che vedere con la difesa dei valori europei. E in questo caso, come spesso accade, l’obiettivo è la cultura russa in quanto tale, colpita solo per ragioni di propaganda.
No, Pina Picierno: la Russia non è un nemico da cancellare. Il popolo russo non è una massa di complici. E Valery Gergiev, piaccia o no, è un artista di livello mondiale. Ci auguriamo che il presidente De Luca, al contrario di chi cerca visibilità con la guerra culturale, scelga la via della libertà e del buon senso. E rimandi al mittente una richiesta che sa di persecuzione e che offende la nostra intelligenza, oltre che la nostra cultura.
Red
