Presidio davanti alla sede del Sindaco Commissario Gaetano Manfredi, che rifiuta l’incontro. I cittadini: “Ci vogliono fuori per far entrare i palazzinari”
Si sono presentati davanti alla Porta del Parco di Bagnoli, sede della struttura commissariale per la rigenerazione dell’area ex Italsider, i cittadini del Borgo Coroglio per essere ascoltati ma hanno trovato solo silenzio. Il sindaco e commissario straordinario Gaetano Manfredi ha deciso di non ricevere la delegazione del comitato dei residenti, alimentando la tensione e la rabbia di chi da settimane chiede un confronto sul piano di espropri legato alla riqualificazione.
“Parlano di partecipazione, ma neanche ci guardano in faccia”, denuncia Paola Minieri, residente e portavoce del comitato. “Non siamo un ostacolo, siamo parte di questa città. E oggi ci hanno sbattuto la porta in faccia”.
Un intero borgo contro gli espropri
Al centro della protesta, il destino di circa 50 famiglie che vivono da generazioni nel piccolo borgo affacciato sul mare, in via Coroglio. La zona è coinvolta nel maxi-progetto di bonifica ambientale e rigenerazione urbana che dovrebbe restituire alla città le aree dismesse della ex Italsider, Cementir e dell’Eternit. Ma il prezzo – per chi ci abita – rischia di essere la perdita definitiva della propria casa.
“Ci hanno offerto indennizzi ridicoli, inferiori al 20% del valore reale degli immobili – racconta un altro residente –. E dopo che le nostre case saranno ristrutturate, dovremmo ricomprarle a prezzo di mercato. È come se ci volessero sfrattare due volte”.
“Non ce ne andremo. Neanche davanti alle ruspe”
Il presidio di oggi è solo l’inizio, assicurano dal comitato. I cittadini chiedono trasparenza sul cronoprogramma degli espropri, garanzie sul diritto al rientro e un piano chiaro per il trasferimento temporaneo durante i lavori. Ma fino ad ora, spiegano, nessuna risposta concreta è arrivata da Invitalia, soggetto attuatore del progetto, né dalla struttura commissariale.
“Viviamo nell’incertezza più totale – aggiunge Minieri – Non sappiamo se ci sfratteranno tra un mese o tra un anno. E non sappiamo dove andremo. Nessun piano, nessuna alternativa, nessuna voce che ci risponda”.
I residenti denunciano anche la natura selettiva del progetto: alcune case saranno destinate a servizi o strutture pubbliche, altre potranno essere riacquistate solo pagando di tasca propria i costi della rigenerazione. “Una vera e propria svendita della memoria e della storia del borgo”, affermano.
L’ombra della Coppa America
La sensazione diffusa tra gli abitanti è che l’improvvisa accelerazione del progetto sia legata agli eventi sportivi internazionali in arrivo: la Louis Vuitton Cup del 2026 e la America’s Cup del 2027. Il villaggio velico sorgerà proprio di fronte a Bagnoli, su piattaforme galleggianti davanti alla colmata.
Ma mentre le istituzioni corrono per non perdere l’occasione, chi vive nel borgo si sente sacrificato.
“Vogliono farci sparire per dare una bella immagine a chi arriverà dal resto del mondo – accusano gli abitanti del Borgo di Coroglio – Ma se serve, protesteremo anche durante la Coppa. Così vedranno anche quello che non vogliono mostrare”.
La denuncia: “Una riqualificazione per pochi”
Il progetto, dicono i residenti, sta diventando sempre più un affare per grandi interessi economici e immobiliari. L’Unione degli Industriali di Napoli ha già dato il suo pieno sostegno al piano, guardando al futuro dell’area come hub turistico e commerciale. Ma per il borgo, ciò significa cancellare un’intera comunità per far posto a hotel, resort e B&B di lusso.
Nel mirino anche Attilio Auricchio, ex capo di gabinetto dell’amministrazione De Magistris e oggi incaricato dal Commissario Manfredi di gestire gli espropri. Un compito retribuito con oltre 100mila euro l’anno.
“Non ci faremo cacciare come animali – avverte il comitato –. Se vorranno buttarci fuori, dovranno farlo con le ruspe. Ma non glielo renderemo facile”.
La richiesta: incontro immediato
Per venerdì prossimo è prevista una nuova mobilitazione: i rappresentanti del comitato si recheranno alla municipalità per chiedere un incontro formale con il Commissario. Nel frattempo, continuano ad arrivare lettere ai residenti per i sopralluoghi tecnici nelle abitazioni, senza che nessuno spieghi in modo chiaro quali saranno i prossimi passi.
“Senza ascolto, senza trasparenza e senza rispetto, questa non è rigenerazione – concludono –. È prepotenza. E noi non ci stiamo”.
Ciro Crescentini

