La Fillea Cgil, il sindacato dei lavoratori dell’edilizia, ha scelto di essere presente in maniera concreta accanto al cantiere: ha infatti inaugurato una nuova sede proprio a Campagna (SA), vicino al campo base, per garantire un presidio permanente a tutela dei diritti e della legalità
Un’infrastruttura decisiva per ridurre le distanze, creare occupazione e rilanciare il Sud. È questo il senso dell’impegno per la realizzazione della nuova linea ferroviaria Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, un progetto ambizioso finanziato dal PNRR che potrebbe segnare una svolta per il Mezzogiorno. I riflettori sono puntati sul primo tratto Battipaglia-Romagnano, per il quale sono già stati stanziati 2 miliardi di euro e si prevede l’impiego di circa 2.500 lavoratori, tra diretti e indiretti.
La Fillea Cgil, il sindacato dei lavoratori dell’edilizia, ha scelto di essere presente in maniera concreta accanto al cantiere: ha infatti inaugurato una nuova sede proprio a Campagna (SA), vicino al campo base, per garantire un presidio permanente a tutela dei diritti e della legalità. Antonio Di Franco, segretario generale della Fillea Cgil, durante una visita al cantiere ha affermato: “Essere qui significa accompagnare lo sviluppo con responsabilità, dando voce ai lavoratori e vigilando sulla trasparenza dei lavori.”
L’intervento è guidato da un consorzio di imprese con capofila Webuild, per conto di RFI. Al centro dell’attenzione tecnica c’è la Galleria Saginara, uno snodo cruciale della tratta, scavata con una delle più grandi TBM (talpe meccaniche) d’Europa: si chiama Partenope e rappresenta un concentrato di ingegneria all’avanguardia. Con una testa fresante di oltre 13 metri di diametro, 130 metri di lunghezza, 4.000 tonnellate di peso e 18 motori per una potenza complessiva di 10 megawatt, Partenope lavora 24 ore su 24, sette giorni su sette, per realizzare 35 chilometri di linea, 20 gallerie e 19 viadotti.
L’intero progetto dell’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria ha una dotazione finanziaria complessiva di 3,85 miliardi di euro, di cui 1,8 miliardi destinati alla prima fase dell’opera. Tuttavia, le preoccupazioni non mancano: secondo la Fillea Cgil, il rischio è che l’intervento rimanga monco, a causa della mancanza di ulteriori 17 miliardi di euro necessari per completare l’intera linea.
Antonio Di Franco ha aggiunto: “Abbiamo deciso di esserci nella realizzazione di quest’opera strategica per lo sviluppo del Paese attraverso un presidio permanente di legalità e diritti, che certamente saprà dare risposte ai lavoratori, proprio accanto al campo base.”
E ha proseguito: “La Fillea Cgil decide ancora una volta di stare vicino ai lavoratori, molti dei quali trasfertisti. Un presidio di legalità e diritti a servizio della collettività. Ci piace pensare davvero, che la Salerno Reggio-Calabria ferroviaria, possa essere realizzata. Se il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini volesse, finanzierebbe anche i lotti mancanti. Oggi purtroppo è solo un sogno. Il primo lotto rischia di rimanere un’infrastruttura eternamente incompiuta, visto che mancano 17 miliardi di euro, probabilmente gli stessi impiegati per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Chi unisce il Ponte sullo Stretto? Sicuramente la Salerno-Reggio Calabria unirebbe davvero il Paese, Nord e Sud.”
Il messaggio del sindacato è chiaro: il futuro dell’Italia passa da infrastrutture che servano davvero i territori e generino sviluppo duraturo, soprattutto nel Mezzogiorno. Ma per farlo serve volontà politica, investimenti concreti e una visione che sappia guardare oltre le opere simboliche.
Red
