Federico II e Vanvitelli confermano le irregolarità. Partono le denunce. Prestazioni indebite, operatori sindacali sotto accusa
Il caso è esploso dopo i controlli incrociati tra la Cassa Edile di Napoli e le Università Federico II e Luigi Vanvitelli, che hanno portato alla luce false attestazioni di laurea presentate da decine di operai per ottenere borse di studio da 500 a 5 mila euro. Entrambi gli atenei hanno confermato ufficialmente la falsità dei titoli e hanno già presentato denunce cautelative alla Procura della Repubblica.
L’inchiesta si preannuncia devastante. Le verifiche, partite dopo la confessione di un operaio raccolta da un dirigente della Fillea CGIL, hanno scoperchiato una megatruffa da oltre 300 mila euro, cifra destinata ad aumentare, orchestrata da operatori sindacali in collaborazione con oltre 110 lavoratori, che avrebbero beneficiato di sussidi e prestazioni assistenziali senza requisiti. Le domande sarebbero state inoltrate con documentazione falsa o assente, spesso a nome degli operai, da operatori di una nota organizzazione sindacale, presente tra l’altro nel consiglio di amministrazione dell’ente.
Al centro, oltre ai documenti accademici contraffatti emergono anche rimborsi malattia anomali, sussidi straordinari ingiustificati, dilazioni concesse ad alcune imprese e rilascio irregolare del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva).
A fronte della gravità dei fatti, il presidente della Cassa Edile di Napoli, Rodolfo Girardi, insieme al presidente ACEN Angelo Lancellotti e alla presidente nazionale ANCE Federica Brancaccio, ha deciso di procedere con formali denunce penali contro i presunti responsabili. Una linea dura sostenuta con forza anche dalla Fillea CGIL napoletana, campana e nazionale, determinata a ripristinare trasparenza e legalità.
Ma intanto arriva un segnale drammatico sul piano amministrativo: La società di revisione Baker Tilly Revisa S.p.A. ha rifiutato di certificare il bilancio 2024, evidenziando «anomalie gravi e incompatibili con la trasparenza». Il bilancio – non è stato approvato dal Comitato di Gestione – e ora si fa sempre più concreta l’ipotesi di un commissariamento straordinario della Cassa Edile di Napoli.
Nel frattempo, una parte del mondo sindacale, soprattutto i segretari di Filca Cisl e Feneal Uil tacciono. Tacciono proprio quelli pronti a sventolare strumentalmente buste paga di onesti dipendenti o sollevare segnalazioni e richieste di contestazioni disciplinari pretestuose contro altri lavoratori durante i consigli di amministrazione o le riunioni ristrette. Di fronte a una frode conclamata, la loro scena muta è francamente imbarazzante
Quella che sembrava una semplice anomalia contabile si è trasformata in uno scandalo strutturale, con risvolti giudiziari, etici e istituzionali. E secondo più fonti interne, quanto emerso potrebbe essere solo l’inizio.
Red
