La città rilancia la campagna BDS. In assemblea anche Libera, Rete SET e padre Zanotelli
Una piazza affollata, una voce sempre più compatta. Martedì 17 giugno, Largo Banchi Nuovi si è trasformato in uno spazio di confronto e mobilitazione attorno alla causa palestinese. Oltre settanta persone – attivisti, collettivi politici, associazioni, semplici cittadini e commercianti – hanno partecipato a un’assemblea pubblica promossa da BDS Italia, la rete internazionale per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro Israele.
La città di Napoli, da sempre sensibile al tema, sembra oggi vivere un’accelerazione nella partecipazione attiva a sostegno della Palestina. L’iniziativa, supportata dal collettivo Zero81, ha segnato un passo concreto in questa direzione: nei vari interventi è emersa con forza l’esigenza di strutturare azioni sistematiche e coordinate contro quello che i promotori definiscono “genocidio e pulizia etnica in atto nei territori palestinesi”.

Tra i presenti, anche molti esercenti già aderenti alla campagna SPLAI – Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana – rete che ha visto una crescita esponenziale negli ultimi mesi, sospinta anche dal clamore mediatico seguito agli episodi di repressione verificatisi presso la Taverna Santa Chiara. SPLAI si propone di coinvolgere attivamente esercizi commerciali, spazi culturali e realtà sociali in un boicottaggio consapevole dei marchi e delle aziende complici del regime israeliano.
Durante l’assemblea è stata letta integralmente la lettera pubblica inviata il 13 giugno al presidente della Regione Campania e al sindaco di Napoli. Tra le richieste centrali del documento, firmato da Rete Napoli per la Palestina, il Centro Culturale Handala Ali e la rete studentesca Napoli per la Palestina, c’è la sospensione immediata di ogni accordo economico, culturale e istituzionale con Israele.
Numerosi gli interventi di rilievo: tra gli altri, quelli di padre Alex Zanotelli, esponente storico del pacifismo italiano, rappresentanti di Libera contro le mafie, della Rete SET (campagna Resta Abitante), del Comitato Scuola per il Disarmo e della Campagna Sanabel.

In prima linea tra gli organizzatori e promotori dell’incontro figurano Nives Monda, Giovanna Mazzacca, Guido Piccoli, Claudia Innaro, Raffaella Cirillo, Tania Castellaccio, Francesco Romanetti, Federica Cola, Maria Francesca De Tullio e Gianfranca De Rosa.
La volontà emersa con chiarezza è quella di strutturare un nodo locale del movimento BDS a Napoli. Un obiettivo che sarà al centro di un prossimo incontro operativo previsto entro luglio. Il movimento BDS, nato nel 2005 nella società civile palestinese, si è nel tempo consolidato in una rete globale, decentrata e intersezionale, che punta a contrastare la complicità internazionale con l’occupazione israeliana attraverso azioni concrete e mirate.
Nel cuore della città, dunque, si fa strada una nuova soggettività collettiva, pronta a declinare la solidarietà in termini politici e strategici. Napoli sembra voler giocare un ruolo attivo in questa rete di resistenza internazionale. E non solo simbolico.
Red
