Le misure emergenziali non bastano a risolvere una crisi che mette in luce la fragilità del territorio
I recenti eventi sismici che hanno colpito la zona dei Campi Flegrei hanno creato una situazione di emergenza che sta mettendo a dura prova non solo le strutture, ma anche la resilienza della comunità. Fino ad oggi, nel Comune di Napoli sono state sgomberate 299 persone, appartenenti a 139 nuclei familiari, a causa dei danni causati dal sisma. Tra queste, 72 persone sono ospitate in strutture alberghiere, mentre 193 hanno trovato soluzioni abitative autonome, seppur temporanee.
L’amministrazione comunale ha attivato una serie di misure per far fronte all’emergenza. Gli hub di accoglienza sono stati immediatamente predisposti: in via Acate, attualmente 17 persone sono ospitate, e altre 17 trovano rifugio nella struttura di Marechiaro “San Francesco d’Assisi”. Altre strutture alberghiere hanno aderito all’iniziativa per garantire un’accoglienza dignitosa a chi ha perso la propria casa. A questa risposta emergenziale, si aggiunge la creazione di un’area idonea in via Terracina 220, nei pressi dell’ospedale San Paolo, destinata all’allestimento di una struttura temporanea di accoglienza, con una capacità tra le 20 e le 50 persone. La struttura prevede una tensostruttura riscaldata, dotata di letti, servizi igienici e una zona dedicata ai servizi socio-sanitari.
Il sostegno alla popolazione continua ad essere garantito dagli assistenti sociali della Municipalità, che sono operativi ogni giorno dalle 8 alle 20 presso la sede di via Acate, mentre la Centrale Operativa Sociale assicura l’assistenza notturna. In caso di necessità, il numero di emergenza 081 5627027 è disponibile 24 ore su 24 per ricevere segnalazioni o richieste di aiuto.
Ma la tensione permane. Gli abitanti dei Campi Flegrei si trovano a fare i conti con una realtà che non è del tutto nuova. Vivono da anni con la consapevolezza dei rischi sismici della zona. Nonostante le ripetute denunce, i piani di prevenzione e sicurezza sono stati lungamente ignorati. Anzi, l’espansione edilizia ha continuato a procedere senza un’attenta valutazione dei rischi, e ciò ha contribuito a creare un ambiente sempre più vulnerabile a disastri di questo tipo.
A rendere la situazione ancora più complessa è la mancanza di risorse sufficienti per affrontare in modo adeguato le problematiche legate alla sicurezza del territorio. Molti dei fondi destinati alla messa in sicurezza delle aree vulnerabili sono stati dirottati su progetti come il Ponte sullo Stretto o la Tav, che, seppur importanti, non rispondono alle necessità urgenti di protezione e prevenzione dei territori già in difficoltà. La priorità, in momenti come questi, dovrebbe essere garantire la sicurezza dei cittadini, non solo attraverso l’intervento in emergenza, ma con una politica di prevenzione che possa ridurre i rischi a lungo termine.
Le scelte urbanistiche compiute negli anni hanno contribuito a esporre maggiormente la popolazione ai pericoli legati a eventi sismici, con la costruzione di abitazioni, ospedali e strutture che oggi si trovano inadeguate di fronte alla scossa. La continua espansione edilizia nelle aree ad alto rischio, come quella dell’ex Italsider, senza tener conto dei pericoli, ha alimentato la vulnerabilità di una parte consistente della popolazione.
Non è la popolazione a essere responsabile di questa vulnerabilità. Se c’è una “colpa” in tutto ciò, essa sta nelle scelte politiche che hanno favorito la cementificazione e lo sviluppo senza un’adeguata messa in sicurezza del territorio. La comunità dei Campi Flegrei ha più volte lanciato allarmi riguardo alla situazione, ma purtroppo i segnali sono stati ignorati. La vera responsabilità ricade su chi avrebbe dovuto intervenire con misure preventive e tempestive, anziché investire risorse in altri settori, come quelli delle grandi opere o degli armamenti.
È fondamentale aumentare gli stanziamenti per la messa in sicurezza del territorio e accelerare i progetti di monitoraggio e rinforzo delle strutture esistenti. Non possiamo più permettere che le necessità immediate della popolazione vengano messe da parte in nome di altri interessi.
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, oggi ha visitato le zone colpite, esprimendo solidarietà e sottolineando la necessità di azioni concrete da parte del governo, come il potenziamento delle risorse per il monitoraggio delle abitazioni, la sospensione dei mutui e degli adempimenti fiscali per le famiglie in difficoltà. Le dichiarazioni di Conte risuonano come un monito: oggi più che mai è il momento di adottare misure efficaci per garantire la sicurezza dei cittadini, senza più indugi.
E’ necessario che le istituzioni comprendano la gravità della situazione e mettano in atto piani strutturali e di prevenzione che possano davvero proteggere la popolazione dalle calamità future. La sicurezza dei territori non può più essere una questione di secondaria importanza: deve diventare una priorità assoluta per evitare che la storia si ripeta.
CiCre

