Oggi sono scesi in piazza i cittadini preoccupati per il rischio bradisismo e la sicurezza del territorio
Oggi, a Bagnoli, quartiere di Napoli, si è svolta una manifestazione che ha visto scendere in piazza attivisti, cittadini e famiglie preoccupate per il rischio di bradisismo e la sicurezza del territorio. Il corteo si è diretto verso Città della Scienza, dove si stava svolgendo un incontro precongressuale della Lega, con la partecipazione di alcuni ministri, tra cui il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. L’obiettivo principale della protesta era chiedere risposte concrete per la messa in sicurezza dei territori flegrei e sensibilizzare le istituzioni sui rischi di terremoti e bradisismo nell’area.
Tensione, ma nessun scontro diretto con la polizia
Durante il percorso verso Città della Scienza, i manifestanti hanno tentato di proseguire, ma sono stati fermati dalle forze dell’ordine, schierate in assetto antisommossa lungo via Coroglio. Nonostante alcuni tentativi di premere per passare, le forze di polizia hanno bloccato il corteo, creando momenti di tensione.
Nel corso di questi momenti, alcuni leader dei comitati hanno intrattenuto colloqui con gli agenti della Digos per cercare di placare la situazione e ottenere chiarimenti, cercando un canale di comunicazione con le forze dell’ordine. Nonostante le schermaglie verbali, la situazione non è degenerata in scontri diretti e la manifestazione è rimasta sostanzialmente pacifica.
Lancio di uova, ma nessuna reazione violenta
Durante la tensione, alcuni manifestanti hanno lanciato circa una trentina di uova che sono finite sugli scudi degli agenti. Non c’è stata alcuna reazione violenta o carica da parte delle forze di polizia. Le uova sono state lanciate come gesto simbolico, ma non hanno avuto conseguenze sullo svolgimento dell’evento. La situazione è stata gestita in modo da evitare scontri, con un confronto continuo tra manifestanti e forze dell’ordine, ma senza escalation.
Le rivendicazioni dei comitati e il rischio di divisioni interne
Dopo il blocco, una delegazione di cittadini è riuscita a consegnare un documento agli organizzatori del convegno della Lega, chiedendo un incontro a Roma per affrontare le problematiche degli sfollati a causa del bradisismo. Salvini e Piantedosi, hanno incontrato a Città della Scienza di Napoli, i rappresentanti del comitato Assemblea Popolare di Bagnoli e dei Campi Flegrei, costituitosi spontaneamente dopo la recente grande scossa. Salvini e Piantedosi hanno assicurato la loro “massima attenzione” alla questione
Protagonismo e visibilità mediatica: una corsa per il palcoscenico
Tuttavia, la manifestazione ha anche messo in luce delle polemiche interne che potrebbero compromettere l’unità del movimento. Le dichiarazioni politiche e le divisioni tra i vari gruppi hanno alimentato una lotta di protagonismi, distogliendo l’attenzione dall’obiettivo principale: la sicurezza dei cittadini di Bagnoli e dei Campi Flegrei. Un altro aspetto che ha caratterizzato la giornata è stata la corsa alla visibilità da parte di alcuni attivisti e leader locali. Diversi partecipanti non si sono limitati a portare avanti la causa, ma hanno cercato di ottenere spazio nei telegiornali e sui social media, trasformando a volte le dichiarazioni pubbliche in una sorta di competizione per farsi notare. In alcuni casi, c’è stato un tentativo di avvicinarsi ai ministri presenti per cercare visibilità, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sui temi legati alla sicurezza dei territori flegrei.
La presa di distanza di Laura Iovinelli
Anche la decisione di Laura Iovinelli, fondatrice del Comitato Emergenza Campi Flegrei, di non partecipare alla manifestazione ha suscitato discussioni. In un post sui social, Iovinelli ha spiegato di essersi allontanata dal corteo perché la manifestazione non si sarebbe concentrata esclusivamente sulla causa del bradisismo, ma anche su altre battaglie politiche. “Io non sono un’attivista, sono una cittadina che sta lottando per sé e per la sua gente“, ha dichiarato, sottolineando che la causa dei Campi Flegrei non doveva essere messa in secondo piano da altri temi.
La replica di Eduardo Sorge e l’importanza dell’unità
A rispondere a Iovinelli è stato Eduardo Sorge, dei Comitati di Lotta di Bagnoli, che ha criticato duramente la sua posizione, invitando a superare le divisioni interne e a lavorare per una mobilitazione unitaria. “Ci dispiace profondamente che ancora non è chiaro che ci sarebbe bisogno di una mobilitazione unitaria e non comprendere il legame che c’è tra miliardi per le spese militari e le guerre e due spiccioli per la messa in sicurezza dei territori”, ha affermato Sorge. Secondo lui, il vero problema della manifestazione non è chi partecipa, ma chi non c’è. “Se ci sono manifestazioni pubbliche, il problema è chi non viene, non chi partecipa”, ha aggiunto. Sorge ha concluso con un appello all’unità: “Spero che ci andremo tutti assieme”.
Le rivendicazioni chiare dei comitati: una legge speciale per i Campi Flegrei
Nonostante le divisioni e i protagonismi, i comitati di lotta hanno ribadito le loro richieste a gran voce, sottolineando la necessità urgente di una legge speciale ad hoc per i Campi Flegrei. Le rivendicazioni principali sono le seguenti:
- Messa in sicurezza di tutto il territorio flegreo a carico dello Stato, con interventi urgenti per prevenire i rischi legati al bradisismo e al possibile terremoto.
- Hotspot e luoghi realmente attrezzati per accogliere le persone durante e dopo le scosse, con strutture adeguate per ospitare anche bambini, disabili e persone vulnerabili.
- Sostegni economici per chi ha perso o sta perdendo il lavoro a causa della crisi legata al bradisismo e alla situazione economica della zona.
- Soluzioni dignitose per chi è sfollato e falsamente “allontanato volontariamente”, con il riconoscimento del diritto delle persone a essere accolte e assistite con dignità.
In definitiva, la giornata di oggi ha messo in luce non solo la gravità della situazione nei Campi Flegrei, ma anche come l’eccesso di protagonismo, la corsa alle interviste, alla visibilità e le divisioni interne stiano minando la forza della protesta. I vari gruppi che lottano per la stessa causa rischiano di disperdere le loro energie in lotte interne per la visibilità, anziché concentrarsi sul vero obiettivo: la sicurezza e il benessere della popolazione flegrea.
CiCre

