Una nuova vittoria contro le querele temerarie
La denuncia querela presentata da Salvatore Palma, amministratore unico e legale rappresentante di Napoli Servizi (azienda di proprietà del Comune di Napoli), nei confronti di Ciro Crescentini, direttore de Il Desk, Quotidiano Indipendente è stata archiviata. Crescentini, difeso dall’avvocato Dario Gagliano, era stato accusato a seguito di un articolo intitolato “Sistema Napoli Servizi: chi dissente viene picchiato dai sindacalisti filo aziendali” https://www.ildesk.it/campania/sistema-napoli-servizi-chi-dissente-viene-picchiato-dai-sindacalisti-filo-aziendali/ in cui si lamentava l’utilizzo di espressioni ritenute offensive nei confronti dello stesso Palma.
L’articolo faceva riferimento a una presunta aggressione ai danni di un dipendente di Napoli Servizi, appartenente al sindacato USB, da parte di un delegato della CGIL.
Il sostituto procuratore Mariasofia Cozza, dopo aver esaminato le dichiarazioni del direttore Crescentini, la documentazione prodotta e la memoria difensiva, ha concluso che non ci fossero elementi sufficienti per procedere con l’azione penale. In particolare, l’articolo contestato non faceva riferimento a un sistema criminale, ma descriveva un sistema politico-sindacale di Napoli Servizi, accusato di violare i diritti dei lavoratori con pratiche di vessazione, demansionamenti e riduzioni salariali. Il Desk, senza pubblicità e punto di riferimento per i lavoratori, aveva riportato il comunicato dell’USB, che denunciava l’aggressione del suo delegato Franco Intocci da parte di delegati di un altro sindacato.

Inoltre, la procura ha rilevato che Napoli Servizi è coinvolta in 40 vertenze legali sul lavoro e ha subito condanne per aver imposto verbali di conciliazione in sede di ufficio del lavoro, minacciando il licenziamento dei lavoratori. Il contenuto dell’articolo, pur utilizzando toni critici, è stato considerato come un esercizio del diritto di critica, che rientra nella protezione prevista dall’articolo 51 del codice penale, anche se con valutazioni che possono essere fortemente dissenzienti, ma non lesive della dignità morale dell’individuo.
Il PM ha quindi chiesto l’archiviazione del procedimento, richiesta accolta dal Giudice per le indagini preliminari, Marco Giordano, che ha disposto la chiusura del caso.
Una vicenda che si conclude con la dichiarazione di insussistenza di elementi per procedere legalmente, segnando un’altra querela temeraria archiviata e sottolineando l’importanza di evitare il ricorso a querele strumentali, che rischiano di compromettere il diritto alla libertà di stampa e alla critica.
Le cosiddette querele temerarie sono quelle azioni legali intentate senza un valido fondamento, spesso con l’obiettivo di intimidire o mettere sotto pressione il denunciato, piuttosto che cercare effettivamente giustizia. In questo caso, la querela avanzata contro il direttore de Il Desk è stata ritenuta infondata, dimostrando come a volte vengano utilizzate come strumento per ostacolare il lavoro dei giornalisti, soprattutto quelli indipendenti. Tali querele temerarie, infatti, non solo mettono in difficoltà i singoli, ma possono anche avere un impatto più ampio, limitando la libertà di stampa e il diritto di critica.
Spesso, questi procedimenti legali vengono utilizzati per intimidire i giornalisti, scoraggiando la pubblicazione di articoli che potrebbero non essere graditi da chi detiene il potere o cerca di nascondere certe verità. È fondamentale che il sistema giuridico protegga il diritto di informare e di esprimere opinioni critiche senza il timore di subire conseguenze legali infondate. L’archiviazione di questa querela ribadisce la necessità di garantire la libertà di stampa, contro le querele strumentali che mirano solo a silenziare il giornalismo indipendente.
Red
