l presidente ucraino sotto attacco per la gestione della guerra e la mancanza di legittimità democratica
L’attacco di Donald Trump a Volodymyr Zelensky ha messo in luce la crescente solitudine del presidente ucraino sulla scena internazionale. Trump ha accusato Zelensky di essere un “dittatore senza elezioni” e un “comico mediocre” che ha ottenuto enormi aiuti dagli Stati Uniti per una guerra che, secondo lui, l’Ucraina non avrebbe mai vinto. Ha anche sottolineato che metà dei fondi inviati all’Ucraina siano “mancanti” e ha criticato la sua mancata indizione di elezioni, nonostante il basso indice di gradimento nel suo paese.
Trump ha poi puntato il dito contro l’Europa, accusandola di non essere riuscita a ottenere la pace e di non aver investito quanto gli Stati Uniti in una guerra che la riguarda da vicino. In questo contesto, le parole di Trump evidenziano l’isolamento di Zelensky, che sta affrontando critiche non solo da parte di leader esterni, ma anche dai suoi stessi alleati storici.
Nel frattempo, JD Vance, vicepresidente americano, ha inviato un messaggio al presidente ucraino, invitandolo a “piantarla”. “L’idea che faccia cambiare idea al presidente parlando male di lui sui media di tutto il mondo è un modo tremendo di trattare questa amministrazione”, ha affermato al Daily Mail. Anche questo intervento sottolinea come Zelensky stia affrontando non solo le difficoltà del conflitto, ma anche una crescente pressione internazionale che potrebbe indebolirne la posizione.
Sul fronte europeo, la politica sull’Ucraina appare sempre più incerta. Il presidente francese Emmanuel Macron sarà a Washington la settimana prossima per incontrare Donald Trump. Lo ha annunciato il consigliere alla Sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump, Michael Waltz, in un’intervista a Fox. Questo incontro potrebbe rivelarsi cruciale per ridefinire la posizione dell’Europa sulla guerra in Ucraina.
In Francia, intanto, si svolge una video conferenza tra 19 paesi europei e il Canada per coordinare le posizioni, ma le divisioni tra i partecipanti sono evidenti, in particolare riguardo alla possibilità di inviare truppe in Ucraina come forza di peacekeeping.
In questo scenario, Zelensky sembra trovarsi sempre più solo, con il sostegno che un tempo aveva assicurato il fronte occidentale ora in fase di indebolimento, mentre le critiche aumentano e le divisioni tra i suoi alleati sembrano crescere. Il conflitto in Ucraina, dunque, non solo minaccia la stabilità della regione, ma potrebbe avere anche ripercussioni sul ruolo e la leadership di Zelensky, ormai sempre più in bilico.
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