Gli azzurri vincono 2-1. Conte: “L’intensità di oggi è da partita europea, con ritmi altissimi e pressione a tutto campo“
Il Napoli rafforza la posizione di capolista sconfiggendo allo Stadio Maradona anche l’imbattuta Juventus. Brutto primo tempo degli azzurri che chiudono sotto di un gol, nella ripresa una squadra trasformata la ribalta: finisce 2-1.
Nessuna sorpresa nella formazione di Conte, c’è Spinazzola al posto dell’infortunato Olivera ma per il resto la squadra è la stessa di Bergamo. Motta invece decide di lanciare subito dal primo minuto il nuovo acquisto Kolo Muani.
Juve pericolosa al 6’, palla filtrante per Yildiz che mette a sedere Juan Jesus e calcia da cinque metri, miracolo di Meret. Il Napoli fa fatica, Motta piazza Kolo Muani a uomo su Lobotka e lo slovacco riceve pochissimi palloni giocabili. Il primo lampo azzurro al 20’, prima percussione respinta dalla difesa juventina, sul pallone rinviato va Politano che al volo sfiora l’incrocio. Al 38’ ci prova Lobotka dalla distanza, anche la sua conclusione sorvola la traversa.
A due minuti dall’intervallo la Juve passa: doppio errore difensivo del Napoli, il pallone arriva a Kolo Muani che batte Meret con una girata al volo. Vantaggio meritato.
Napoli che parte deciso nella ripresa: dopo 4 minuti Lukaku di testa centra in pieno il palo. E’ il preludio al pareggio: 11’, cross di Politano e di testa Anguissa schiaccia alle spalle di Di Gregorio. E’ la scossa che serviva: la pressione degli azzurri diventa costante e al 13’ arriva il sorpasso: fallo su McTominay in area, Lukaku dal dischetto realizza la rete numero 8 in campionato. Motta effettua tutti i cambi ma il Napoli resta in controllo fino alla fine.
“L’intensità di oggi è da partita europea, con ritmi altissimi e pressione a tutto campo. Ora abbiamo il match difficile contro la Roma, ma aver vinto a Bergamo e contro la Juventus in questo modo ci deve dare grande soddisfazione”. Antonio Conte rende omaggio al suo Napoli dopo la vittoria in rimonta contro i bianconeri, ma invitando a “mantenere l’entusiasmo, che è linfa vitale”, sostiene anche che “in una piazza molto passionale bisogna stare tranquilli, tenere i piedi per terra”. “Avere 53 punti è qualcosa di straordinario rispetto allo scorso anno e senza Osimhen, Zielinski e ora Kvaratskhelia – insiste poi -. Si sta un po’ sottovalutando quanto sta facendo questa squadra, sento dire dai guru che noi faremmo difesa e contropiede, mi sembrano opinioni strane. Ma noi andiamo avanti, stiamo zitti e lavoriamo”.
Il tecnico azzurro risponde anche a una domanda su Kvara che sa da Parigi di questa vittoria e poi sul finale di mercato: “Noi possiamo solo augurare a Kvaratskhelia e famiglia tutto il bene. Ha fatto la sua scelta, mi è solo dispiaciuto sapere che stavano trattando da tanto tempo, non l’ho trovato bello. Si va avanti – afferma – con tutti utili e nessuno indispensabile. Nel mercato vediamo che accade, io resto sereno perché so di avere un gruppo pronto a venire in guerra con me. Il mio ruolo di capo del gruppo è fare il meglio con chi ho in casa, poi vedremo. Per me conta vedere che nei momenti di difficoltà, quando c’è qualche infortunio, non cambia niente. Tutti sono coinvolti e mi spiace a volte non dare minuti in più a giocatori come Raspadori e Ngonge che ne meriterebbero di più”.
Deluso dalla prima sconfitta del campionato Thiago Motta che spiega come la Juventus “stasera ha giocato un ottimo primo tempo, riuscendo ad abbassare la squadra avversarie, mi è piaciuto molto come ha funzionato giocare con la palla a terra. Nella ripresa non siamo più riusciti a giocarla così e uscire e loro prendevano il campo”. Motta sottolinea che il doppio match settimanale pesa contro una squadra del valore del Napoli: “I motivi del calo nella ripresa sono tanti. Nella ripresa avevo chiesto di fare bene la prima pressione e poi ricompattarsi per poter mantenere il ritmo – dichiara il tecnico bianconero – ma non siamo stati capaci di farlo contro un Napoli forte, che è alla sesta vittoria di fila qui al Maradona contro la Juventus. Nella ripresa abbiamo pagato anche dal punto di vista fisico contro un Napoli che ha tutta la settimana per prepararsi e nella ripresa è emersa questa differenza tra chi gioca tanto e chi no”. “Non ci piace perdere, la sconfitta fa sempre male – conclude Motta – dobbiamo saperla trasformare in giornata per crescere nella capacità di reagire subito e rialzarsi, a cominciare dalla partita contro il Benfica, nell’ultimo match del girone di Champions. E la squadra si troverà pronta a fare un altro grade sforzo”.

