La cerimonia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario è stata disertata da Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica: “Resto qui in ufficio a lavorare perché non ritengo utile la mia presenza, dato che nel corso di tutto questo tempo, mesi e anni, nessuno ha chiesto e ha voluto un confronto per discutere sul piano pratico, tecnico e giuridico della riforma“
Clamorosa protesta a Napoli durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario. I magistrati sono usciti dalla sala dei Busti di Castel Capuano, mostrando la Costituzione e indossando coccarde tricolore appena il Ministro della Giustizia Carlo Nordio prende la parola.
In precedenza, durante l’inno di Mameli i magistrati hanno protestato contro la riforma della giustizia e la separazione delle carriere, che ha avuto il primo sì alla Camera la scorsa settimana, mostrando la Costituzione con una frase di Piero Calamandrei che inneggia alla stessa.
A lasciare la sala, tantissimi magistrati in carica ma anche alcuni magistrati in pensione (come l’ex procuratore di Napoli Giova Domenico Lepore, l’ex pg Luigi Riello, l’ex presidente di Corte d’Appello Giuseppe de Carolis). Il corteo che dà le spalle a Nordio per raggiungere l’uscita è lungo. I magistrati sfilano tenendo in alto la Costituzione. Alla protesta hanno partecipato molti avvocati, in prima fila Giuliana Quattromini ed Elena Coccia

E non finisce qui. La cerimonia è stata disertata da Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli. “Resto qui in ufficio a lavorare perché non ritengo utile la mia presenza, dato che nel corso di tutto questo tempo, mesi e anni, nessuno ha chiesto e ha voluto un confronto per discutere sul piano pratico, tecnico e giuridico della riforma. Quindi andare lì a sentire lo stesso discorso fatto ieri, fatto in televisione ieri sera o fatto l’altro ancora, non ne vale la pena” – ha affermato Gratteri. “Tutte le manifestazioni, le proteste democratiche, sono legittime, devono essere fatte. Anzi dico che l’Anm sinora è stata molto timida rispetto anche ad altre riforme”, ha aggiunto Gratteri. “Penso che debba essere la politica a dimostrare di voler dialogare e ragionare. Se questo non c’è… Non parlo di scontro. Noi siamo qui tranquilli sereni, stiamo lavorando, con gli strumenti che il legislatore ci dà. Però è ovvio che ci devono consentire, come per tutti, i cittadini, etc., di poter protestare e contestare”.

Sulla questione della separazione delle carriere Gratteri ha osservato: “perché l’esigenza di questa separazione dato che di fatto già c’è separazione? Pensi, ogni anno esce un bollettone dove vengono pubblicati circa 400 posti in primo grado in tutta Italia. I termini sono scaduti ieri, 24 gennaio. Mi spiega perché, di questi 400 posti, solo due/tre da Pm chiedono di passare a giudice, e da giudice di passare a Pm? Nel caso in cui troveranno collocazione e quindi il posto, devono cambiare regione se cambiano funzione. Quindi qual è l’esigenza? Per il 2% ogni anno si deve dunque cambiare la Costituzione? Non le sembra sproporzionato questo lavoro? Tutto questo lavoro che bisognerà fare alle Camere per meno del 2% dei magistrati che ogni anno cambia funzione? Non le sembra strano questo?”
CiCre
