Beneficiano di sostegni indiretti dello Stato, solito consociativismo
Aumentano le bollette della luce, del gas e dei generi di prima necessità. In molte città europee (Londra, Glasgow, Berlino) i cittadini-consumatori, sostenuti dalle organizzazioni sindacali e dei consumatori stanno promuovendo iniziative di lotta e di boicottaggio per contestare i rincari ingiustificati prodotti delle restrizioni e delle sanzioni alla Russia e della guerra in Ucraina. In Scozia sono state bruciate simbolicamente le bollette davanti alla sede dell’Autority dell’Energia.
E in Italia? Nel nostro Paese operano ben venti associazioni dei consumatori. Tre organizzazioni sono costole dei sindacati confederali, come la Federconsumatori (Federazione nazionale di consumatori e utenti) collegata alla Cgil, l’Adiconsum nata su iniziativa della Cisl e l’Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori) fondata dalla UIL.
Come mai nessuna delle 20 associazioni dei consumatori italiane ha promosso iniziative o manifestazioni contro l’aumento delle bollette limitandosi a diffondere scarni comunicati stampa contro gli aumenti? Semplice: sono tutte associazioni riconosciute dal ministero dello Sviluppo Economico e componenti del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu). Una sorta di club che permette di accedere ai generosi bandi finanziati dalle multe incassate dall’Autorità antitrust e e a fondi pubblici. Solito consociativismo, carenza di autonomia e di indipendenza dai governi.
A cosa servono questi fondi pubblici? In teoria, dovrebbero finanziare le campagne d’ascolto e di denuncia in favore dei cittadini-consumatori. In realtà, le entrate sono di fatto sovvenzioni governative che vanno a finanziare i costi degli apparati burocratici delle associazioni e fantomatiche attività che hanno tutte le sembianze di autentici sprechi di denaro pubblico. E i vertici di alcune associazioni sono sempre gli stessi da almeno 25 anni.
Che fare? Ai consumatori non resta che organizzarsi autonomamente fondando comitati di lotta indipendenti territoriali attivando iniziative e manifestazioni richiedendo prezzi calmierati, blocco degli aumenti.
Bisogna reagire con determinazione. Non si tratta di un generico né temporaneo aumento dei prezzi, ma di una vera e propria corsa al rialzo, alimentata da ingiustificabili fenomeni speculativi, che sta costringendo le famiglie a rinunce e privazioni che avranno importanti conseguenze sull’intero sistema economico. In questo modo nel Paese crescono disuguaglianze, povertà energetica e povertà alimentare.
CiCre
