Le reazioni di Alessandra Caldoro e dell’associazione scuole aperte
Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso che il governatore della Campania, Vincenzo De Luca aveva presentato contro la sentenza del Tar regionale che aveva dato ragione a un comitato di lotta di genitori che si opponevano al ricorso della Didattica a distanza in piena seconda ondata di Covid, nel novembre 2020.
La terza sezione dell’organo di Palazzo Spada ha, di fatto, annullato la sentenza dei giudici amministrativi avallando le disposizioni e le ordinanze governo regionale campano che inibivano la presenza in classe per timore dei contagi. Nella sentenza si rileva che “a fronte di un’epidemia il cui dilagare sfuggiva, nella forma e nella rapidità, a qualsiasi forma di controllo e dei dati dell’incremento dei contagi e dei decessi, la Regione ben poteva ritenere necessario proseguire con la didattica a distanza”.

I giudici del Consiglio di Stato sottolineano, inoltre, che non si è leso il diritto allo studio: “Le misure intraprese dal presidente della Regione non sono state di interruzione del servizio scolastico, ma di erogazione in forma diversa e più prudenziale. Non è stato compromesso il diritto allo studio, ma ne è stata prevista una modalità alternativa, che meglio si conciliasse con la gravissima crisi pandemica mondiale in un’ottica di equilibrata ponderazione di contrapposti interessi, a salvaguardia del primario valore della salute dell’intera popolazione regionale”. “Nel decidere la momentanea chiusura delle scuole e la didattica a distanza – si legge nella sentenza – il presidente della Regione Campania ha considerato non solo la gravità della epidemia in atto, ma anche l’intero contesto, e quindi l’utilizzo dei mezzi di trasporto, l’affollamento per le vie dei ragazzi che si recano a scuola, la situazione dei locali, degli edifici scolastici, se consentivano o meno il distanziamento”.
Vengono, quindi, recepiti i rischi “non conosciuti, nè prevedibili” alla base dei provvedimenti adottati. “Con le nostre ordinanze ci siamo assunti la responsabilità – ha commentato De Luca – perchè su certe situazioni o facciamo le cose comode o facciamo cose che ci pare giusto fare. Poi si può ragionare su opinioni diverse, ma muoviamoci su quello che riteniamo giusto per evitare che la società vada a rotoli. Questa sentenza è una buona notizia, mi avevano chiesto anche un risarcimento”.

Immediate le reazioni di coloro che si sono opposti alle decisioni assunte dal governatore. Alessandra Caldoro dirigente regionale di Fratelli d’Italia sostiene che “la sentenza del Consiglio di Stato decreta la promozione per l’operato del Presidente della Regione. Quelli che saranno, invece, bocciati sono i nostri ragazzi, perché il mercato del lavoro seleziona. Nel resto di Italia sono andati a scuola, nel resto d’Europa sono andati a scuola. Evidentemente “la gravissima crisi pandemica” c’era solo in Campania. Ma non era stata salvata? Piero Calamandrei diceva: “il miracolo di trasformare i sudditi in cittadini è un miracolo che solo la scuola può compiere”. De Luca e il Consiglio di Stato ci vogliono sudditi”.

L’Associazione Scuole Aperte Campania, appresa la notizia dell’accoglimento da parte del Consiglio di Stato dell’appello proposto dalla Regione Campania, precisa che tale sentenza non è relativa ai ricorsi che l’Associazione aveva seguito e sostenuto nel gennaio 2021. Per questi ricorsi, sospesi e vinti nel merito, ora appellati dalla Regione Campania, i legali sono ovviamente già al lavoro, per cui l’Associazione attende la pronuncia del Consiglio di Stato che arriverà nei prossimi mesi, con fiducia nella Giustizia, nonché nella solidità delle argomentazioni giuridiche e nella fondatezza dei dati scientifici che ne corredavano le motivazioni“
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