Pessina debutta a 17 anni e mantiene la porta inviolata: festa grande al Dall’Ara
Il Bologna vola e fa sognare i suoi tifosi. Al Dall’Ara, nel big match contro il Napoli capolista, la squadra di Vincenzo Italiano (ancora sostituito in panchina dal vice Daniel Niccolini) firma un successo di prestigio e di sostanza: 2-0 netto, convincente, che proietta i rossoblù momentaneamente al quarto posto in classifica, a pari punti con la Roma. È la conferma di una squadra imbattuta in casa e ormai stabilmente nel gruppo delle grandi del campionato.
Massimo Pessina, esordio da favola
La serata bolognese si apre con un colpo di scena: dopo appena otto minuti, Lukasz Skorupski è costretto a lasciare il campo per un problema muscolare. Al suo posto entra Massimo Pessina, portiere classe 2008 del vivaio rossoblù. Emozionato, determinato, il giovane debutta in Serie A davanti ai 33mila del Dall’Ara e chiuderà la gara con la porta inviolata. A fine partita, in lacrime, riceverà l’abbraccio dei compagni e i complimenti del suo allenatore.
Primo tempo bloccato, poi l’accelerata di Italiano
Il Napoli di Antonio Conte, falcidiato dalle assenze (fuori Kevin De Bruyne, Romelu Lukaku, Alex Meret, Leonardo Spinazzola e Billy Gilmour), parte con lo stesso undici visto in Champions contro l’Eintracht, ma non punge. Gli azzurri creano un solo pericolo con Eljif Elmas al 19’, tiro centrale facilmente controllato dal debuttante Pessina. Il Bologna risponde con un colpo di testa alto di Jhon Lucumí e una conclusione di Rowe che Vanja Milinković-Savić devia in corner. All’intervallo è 0-0, ma la mossa decisiva arriva con la ripresa: Italiano inserisce Niccolò Cambiaghi per Rowe e il cambio trasforma la partita.
Thijs Dallinga e Lucumí stendono il Napoli
Al 50’, un contropiede orchestrato da Riccardo Orsolini, Cambiaghi e Dallinga porta al vantaggio rossoblù: l’attaccante olandese anticipa Amir Rrahmani e beffa Milinković-Savić sul primo palo, scatenando l’entusiasmo dello stadio. Il Napoli prova a reagire, ma è il Bologna a dominare: sulle corsie laterali i rossoblù trovano sempre superiorità numerica, e al 65’ arriva il raddoppio. Cross di Emil Holm dalla destra, Lucumí svetta su Alessandro Buongiorno e sigla il 2-0 che chiude virtualmente il match.
Negli ultimi minuti i padroni di casa sfiorano il tris in contropiede con Federico Bernardeschi e ancora Dallinga, mentre Conte assiste impotente alla quinta sconfitta stagionale.
Conte all’attacco: “Non posso accompagnare i morti”
A fine gara, Antonio Conte non risparmia nulla ai suoi. In conferenza stampa il tecnico è durissimo:
“Un allenatore può fare di tutto, ma non un trapianto di cuore. Il Bologna ne ha avuto a bizzeffe, noi no. Nel calcio il compitino non basta: serve passione, entusiasmo, cuore. E oggi noi non li avevamo.”
Il tecnico punta il dito sull’atteggiamento dei suoi giocatori, più che sulla tattica:
“Quando si perde così spesso non è un caso. Forse non sono riuscito a entrare nella testa e nel cuore della squadra. Io non voglio accompagnare i morti: se c’è voglia di rialzarsi bene, altrimenti ognuno si prenda le proprie responsabilità. Io sono il primo.”
Un atto d’accusa che fotografa il momento di crisi del Napoli: tre partite consecutive senza segnare e una leadership in classifica messa in discussione dal ritorno delle inseguitrici.
Niccolini: “Questo gruppo è straordinario”
Sul fronte opposto, il vice di Italiano si gode la serata perfetta:
“Abbiamo giocato una super partita contro una grandissima squadra. Mi sono emozionato, perché questo gruppo è sano, forte e unito. Dopo la fatica di giovedì in Europa League non era semplice, ma abbiamo dimostrato carattere e cuore. E Pessina? È stato incredibile, si meritava questa serata.”
Bologna, sogni europei e cuore infinito
Con questa vittoria, il Bologna conferma di essere una delle realtà più brillanti del campionato: solido, intenso, organizzato e con un’anima che fa la differenza. Italiano, anche se ancora in fase di recupero, ha costruito un gruppo capace di affrontare le big senza paura. Il Dall’Ara resta un fortino, il sogno Champions non è più un tabù: i rossoblù ci credono, e ora l’Italia del calcio applaude una squadra che gioca, lotta e soprattutto — come direbbe Conte — ha tanto, tantissimo cuore.
Red

