Il calcio in lutto, addio a Cesare Maldini

Ex bandiera del Milan ed ex ct della nazionale, aveva 84 anni

Il calcio italiano perde uno dei suoi totem. E’ morto a 84 anni Cesare Maldini, ex capitano del Milan ed ex allenatore della Nazionale, padre di Paolo, a sua volta campione rossonero e dell’Italia.
A darne notizia la famiglia Maldini, che in una nota “annuncia con immenso dolore la scomparsa di Cesare nella notte tra sabato e domenica”.

 

UNA VITA TRA MILAN E NAZIONALE – Cesare Maldini nasce a Trieste nel 1932. L’esordio a 21 anni con la maglia della Triestina. Nel 1954 il passaggio al Milan, dove in 12 stagioni disputerà 347 partite, segnando 3 gol, vincendo 4 scudetti, una Coppa Latina e una Coppa dei Campioni. Nel 1963 era il capitano che alzò la prima Coppa dei Campioni del club, vinta a Wembley contro il Benfica di Eusébio. In nazionale gioca 14 partite, esordendo nel 1960 in Coppa Internazionale contro la Svizzera (3-0) e disputando il Mondiale 1962 in Cile (2 presenze). In azzurro è stato anche capitano. Ha capitanato la nazionale azzurra nella stagione 1962-1963. Appesi gli scarpini al chiodo, Maldini diventa allenatore prima al Milan come vice di Nereo Rocco per tre stagioni, poi al Foggia, alla Ternana e al Parma, con lui promosso in Serie B.

Dal 1980 al 19 giugno 1986 è l’allenatore in seconda di Enzo Bearzot in nazionale, con cui si laurea campione del mondo in Spagna. Dal 1986 al 1996 è l’allenatore dell’Under-21. Con gli azzurrini riesce a vincere tre edizioni consecutive dell’Europeo. Sulla scia di questi successi, nel dicembre del 1996 torna sulla panchina della nazionale maggiore, ma stavolta da commissario tecnico. Ci resta fino all’eliminazione ai mondiali del ’98, nella bruciane sconfitta ai rigori con la Francia padrona di casa, che poi diverrà campione del mondo.

Nel febbraio 1999 è nominato capo e coordinatore degli osservatori del Milan ma nel marzo 2001 torna in panchina, dopo l’esonero di Zaccheroni. Con Maldini direttore e Tassotti allenatore, il Milan si toglierà la soddisfazione di vincere 6-0 un derby in casa dell’Inter, concludendo la stagione al sesto posto.

Il 27 dicembre di quell’anno altra avventura con una nazionale: diventa ct del Paraguay in vista dei Mondiali 2002. Riesce a qualificarsi per i mondiali in Corea del Sud e Giappone, stabilendo il primato di più vecchio allenatore in una edizione del torneo con 70 anni. Record poi battuto nel 2010 da Otto Rehhagel con i suoi 71 anni. Il 15 giugno 2002 viene sconfitto dalla Germania agli ottavi di finale e si dimette. Negli ultimi anni è stato anche commentatore sportivo per Al Jazeera.

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