I segreti del Bernabeu, dove lo speaker dello stadio detta i cori ai tifosi

Il maestoso impianto del Real Madrid ha incantato i sostenitori del Napoli: ecco come si tifa nel regno delle merengues

Siamo nel secondo stadio più grande d’Europa ( 80.000 posti a sedere), secondo solo al Camp Nou di Barcellona (98.772 posti a sedere), siamo in Spagna, stiamo parlando del maestoso Santiago Bernabeu di Madrid. Il Bernabeu è la casa dei Galacticos, della squadra di Florentino Perez, il Real Madrid. Nell’ultimo match disputato dal Real in casa con il Napoli di Maurizio Sarri abbiamo riassaporato più da vicino l’emozione e la maestosità di tale impianto. Sono i dettagli che fanno la differenza infatti al Bernabeu non esistono i capi ultras, c’è semplicemente lo speaker che sprona l’intero stadio a cantare. Non esistono tifosi di serie a e tifosi di serie b, tutti hanno la stessa voce in capitolo e tutti cantano se ne hanno la voglia. 80.000 persone che cantano lo stesso coro è un’qualcosa di sensazionale, unico. Altro dato significante da riportare è la questione coreografie. Sono completamente organizzate dalla società del Real fino all’ultimo dettaglio in modo tale da diventare copertina dei più importanti quotidiani spagnoli. Hanno unito l’utile al dilettevole e con semplicità sono sulla bocca di tutti anche per dettagli che sembrano banali ma danno quel “quid” in più alla bomboniera madrilena. Esteticamente nulla da recriminare, deflusso super veloce e riscaldamenti efficacissimi rendono lo stadio della capitale spagnola molto ospitale e comodo. A Madrid per Real-Napoli i giornali locali hanno registrato la presenza di 20.000 napoletani i quali sono rimasti allibiti da tali novità. Abituati alle coreografie dei gruppi organizzati delle curve, dal sostegno unico ma non convincente delle stesse e dal silenzio tombale del resto dello stadio i nostri cari concittadini non potevano che rimanere a bocca aperta davanti a cotanta bellezza. I napoletani ma sopratutto la società azzurra dovrebbero prendere spunto da tali modelli e far sì che il San Paolo diventi almeno la bolgia del Bernabeu visto che progetti per migliorare la struttura non sono stati ancora presentati ufficialmente.

Giovanni Pisano

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