Il giudice sportivo sanziona la frase del tecnico del Napoli, pronunciata al termine della gara di domenica scorsa. A Higuain 10.000 euro di multa per la lite con gli avversari

MILANO – Una frase rubata al suo aplomb di anglospagnolo mai sopra le righe. “Questo è il calcio italiano di merda”. Nel rovente finale di Parma-Napoli, anche Rafa Benitez perde le staffe: ci può stare. Ma quello sfogo arriva alle orecchie dei collaboratori della Procura federale, che stendono rapporto. La frase costa un turno di squalifica al tecnico del Napoli. Mano pesante del giudice sportivo con il club azzurro: Tosel ha anche inflitto diecimila euro di ammenda a Higuain “per avere, al termine della gara, sul terreno di gioco, rivolto un pesante insulto al portiere della squadra avversaria” Antonio Mirante. Sono le parole che hanno scatenato la reazione dei calciatori di casa. Ma testimoni affermano di aver visto Mirante provocare il Pipita con un buffetto, al quale sarebbe seguita l’offesa: “Cosa vuoi, siete già in B”.

 

 

IL LEGALE DEL NAPOLI: “RICORSO” – Mattia Grassani, legale del Napoli, annuncia doppio ricorso contro i provvedimenti del giudice sportivo nel corso della trasmissione “Si gonfia la rete”. “Sul provvedimento di Higuain   – spiega l’avvocato – c’è estrema genericità, non è circostanziato né il destinatario né la frase. Il provvedimento che stona maggiormente è lo stop di un turno per Benitez rispetto a una frase che nel comunicato viene definita come ‘proclama’ ma Benitez non ha fatto un comizio. Il signor Benitez avrà dato semplicemente sfogo ad un pensiero personale”.

 

MIRANTE – “La multa di 10mila euro a Higuain? Farei così: 5mila euro io e 5mila Gonzalo così chiudiamo definitivamente il discorso”. Con una battuta, il portiere del Parma, Antonio Mirante, chiude la vicenda, parlando al telefono con Sportmediaset e Radio Kiss Kiss. “Dopo la partita – spiega l’estremo difensore stabiese – Gonzalo mi ha mandato un messaggio e per me era già finito tutto. In campo queste cose succedono ma poi un minuto dopo finisce tutto. Il nervosismo del momento era anche dettato dal fatto che è stata una partita tirata, noi ogni settimana siamo anche impegnati in vicende extracalcistiche e quindi si trattava di una normale tensione agonistica”. Sul coro inneggiante al Vesuvio cantato dai tifosi emiliani, Mirante chiarisce: “Io non ho mai esultato con questo coro. Anche nelle mie interviste ho sempre dichiarato di simpatizzare per il Napoli, sono di Castellamare e non posso mai esultare per questi cori. Ho esultato  – spiega – per il risultato, ho alzato il pugno per dimostrare il nostro orgoglio. Giovedì sarò davanti alla tv a tifare Napoli”.

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