Biglietti Juve-Napoli, un anno fa vendibili a nati in Campania: club di Agnelli smentito

I documenti ufficiali contraddicono la mail inviata dalla società bianconera alla questura di Torino, secondo cui le attuali modalità di vendita sono “le medesime applicate in occasione della gara della scorsa Stagione”. A ristabilire la verità, la nota emessa all’epoca dalla prefettura di Torino, e perfino il sito del club torinese

Juventus-Napoli, smentita dai documenti la versione ufficiale del club bianconero, relativa al divieto di vendere biglietti ai “nati in Campania”. Con una nota pignola, oggi la Juventus ha risposto al precedente comunicato della Questura di Torino, la quale sottolineava di non aver concordato né condiviso la scelta della società. “Juventus Football Club – spiega l’odierna nota bianconera – precisa che le restrizioni di vendita dei biglietti per la partita Juventus-Napoli del 31 agosto, pubblicate sul sito della società nella mattinata di ieri, sono state comunicate, tramite Posta Elettronica Certificata, agli uffici competenti in data 4 agosto alle ore 16”. Il club di Agnelli aggiunge che “le modalità di vendita dei tagliandi potrebbero subire variazioni, anche sostanziali, solamente a seguito delle determinazioni dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, che non si è ancora riunito”. Per completezza, la Juventus allega il documento trasmesso il 4 agosto alla Questura. La vendita “libera”, teoricamente aperta ai tifosi ospiti, parte domani 9 agosto. Tuttavia, come ormai sappiamo, si dispone il divieto per “i residenti in Campania” e i “nati in Campania”. In calce, c’è una postilla: “Le modalità sopra descritte sono le medesime applicate in occasione della gara della scorsa Stagione”. Un’affermazione, tuttavia, non vera. C’è un dettaglio decisivo, legato proprio ai “nati in Campania”, la dizione più fastidiosa. Il termine che, in queste ore, scatena proteste e accuse di discriminazione alla Juventus. Consultando proprio il sito del club, si accerta che questa limitazione era assente, nell’ultimo match Juve-Napoli. La partita, giocata il 29 settembre 2018 all’Allianz, prevedeva il divieto di vendita solo ai “residenti in Campania”. Una modalità obbligata, del resto: si conformava al provvedimento emesso il 24 settembre dal prefetto di Torino, Renato Saccone. La nota della prefettura, infatti, parlava esclusivamente di “residenti in Campania”. Dunque, la Juventus è smentita dalla Juventus. Il riferimento ai “nati in Campania” è assolutamente ridondante, e anche molto inusuale, in circostanze analoghe. Oltre che assai scivoloso, per le implicazioni territoriali, causate dalle tensioni in atto. Uno scivolone capitato, sfortunatamente, con la tifoseria del Napoli, oggetto di offese razziste in molti stadi, incluso quello di proprietà della Juventus. A questo punto, dopo la Questura, sarebbe interessante ascoltare la prefettura di Torino. Al posto del prefetto Saccone, oggi c’è Claudio Palomba, subentrato poche settimane dopo Juve-Napoli dell’anno scorso. Il prefetto Palomba, tra l’altro, è nato a Napoli: neppure lui potrebbe comprare il biglietto di questa gara.

Gianmaria Roberti

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