Università: uno studente su quattro abbandona gli studi

Maglia nera per Bergamo, Camerino e Viterbo. Napoli registra un tasso di abbandono del 24%

Sono sempre di più i ragazzi che ogni anno, dopo essersi iscritti all’Università, decidono di abbandonare gli studi. Un dato allarmante che vede ad esempio a Roma uno studente su 4 abbandonare gli studi. A confermare questi dati è l’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche, che, tenendo in conto sia i corsi di studio universitari che quelli di formazione terziaria professionalizzante – ha sommato il numero degli studenti che interrompono gli studi a quelli che nell’arco dell’anno non sostengono neanche un esame, ottenendo così una percentuale degli studenti “irregolari”. “L’elevatissimo tasso di abbandono degli studi evidenzia carenze motivazionali le cui cause possono essere diverse: desiderio di lavorare, disinteresse per le materie insegnate, difficoltà negli studi, insicurezza o perfino disagi emotivi”, commenta lo psicologo Stefano Benemeglio, direttore scientifico dell’Università Popolare delle Discipline Analogich. Prendendo in esame sia i corsi universitari che quelli parauniversitari, a livello nazionale il tasso di abbandono medio annuo e’ risultato essere del 24%. Risulta invece esiguo il tasso di abbandono a a Bari (12%), a Verona (13%) e a Milano (15%), che si collocano sul podio delle città universitarie con più studenti regolari. Seguono poi Torino e Catania che si posizionano pari merito con un tasso di abbandono del 16%.  I risultati della ricerca non sono del tutto confortanti: in alcune città il tasso di abbandono e` quasi il doppio rispetto alla media nazionale. Accade a Bergamo che guida la classifica delle città con un maggior numero di studenti irregolari (45%), seguita da Camerino (38%) e da Viterbo che si colloca al terzo posto con il 34%. Poi ancora seguono Pisa (30%), Palermo (27%) e Roma (25%). Mentre Firenze, Bologna e Napoli rientrano nell’ambito della media nazionale del 24%.

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