L’omaggio ad Anna Marciano, una vita tra impegno civico e difesa delle donne

“OttantatreAnna” è l’evento con il quale la Municipalità III del Comune di Napoli ha voluto omaggiare la giovanissima sopravvissuta all’eccidio del Maranese ed esponente dell’Udi, tragicamente scomparsa nell’ottobre 2013

Una vita contrassegnata dall’impegno civico e dalla difesa dei diritti delle donne. “OttantatreAnna” è l’evento con il quale la Municipalità III del Comune di Napoli ha voluto omaggiare nel pomeriggio odierno  nella sua sede di Via Lieti a Capodimonte Anna Marciano, giovanissima sopravvissuta all’eccidio del Maranese del settembre 1943 ed esponente dell’Udi (Unione Donne Italiane), tragicamente scomparsa nell’ottobre 2013.

“Anna Marciano, nostra concittadina nata nella masseria del Maranese, ubicata in corrispondenza dell’ultimo civico della nostra Municipalità al confine con Miano, avrebbe compiuto oggi ottantatrè anni – ha così introdotto la manifestazione commemorativa Francesco Ruotolo, Consulente speciale alla Memoria del Comune di Napoli per i quartieri Stella-San Carlo all’Arena – Un albero non può esistere senza radici e le radici di noi cittadini sono fatte di valori sani e positivi, gli stessi in cui Anna ha creduto in tutta la sua vita. Il nostro – ha aggiunto Ruotolo – è un omaggio sentito e doveroso nei suoi riguardi ed al contempo un prologo alle iniziative che si terranno nel prossimo mese di marzo, dedicato alla difesa dei diritti delle donne”.

Michele Marciano ha posto l’accento sull’importanza dell’impegno civico per sua sorella la quale si trasferì a Livorno per lavoro all’età di quarant’anni: “Anna ha avuto la capacità di trasferire la sua grande forza caratteriale nella lotta in difesa delle donne e dei loro diritti, facendo parte prima dell’Udi e successivamente, da pensionata, del giornale Noi Donne. Questa serata, oltre che a lei, è dedicata anche ai giovani: sono loro che devono battersi per una società migliore, con la stessa energia che ha contraddistinto mia sorella!”.

Momento clou dell’evento la lettura da parte di alcuni membri del Centro Polifunzionale “Villa Capriccio” di brani tratti dal diario della piccola partigiana e contenuti in un libro redatto dai figli Valentina e Toni come regalo postumo per i suoi ottant’anni: a suscitare emozione e soprattutto commozione tra i più anziani, il racconto dell’arrivo dei soldati nazisti al Maranese; la corsa di Anna, che per prima vide e comprese l’imminente tragedia, per avvisare i genitori e tutti i coloni della masseria;  la crudeltà con cui furono trucidati i sei anziani fatti prigionieri e compianti dalle “chiagnazzare”; la fuga disperata della protagonista assieme alla madre ed il fortunato ricongiungimento con il padre avvenuto il giorno seguente a Marianella.

Sara Cucciolito, giovane scrittrice e studiosa di storia locale, ha poi raccontato gli esiti delle sue ricerche sul Maranese: “Questo nome, la cui origine risulta incerta, compare già in alcune mappe di Napoli del Settecento ed ancor prima in archivi diocesani del Cinquecento ad indicare un fondo agricolo, munito di un ingresso posto originariamente verso il ponte di San Rocco mentre quello verso Miano da cui Anna vide i nazisti fu realizzato tempo dopo. Qualche mese fa è stata apposta nei pressi del Bosco di Capodimonte una lapide commemorativa dell’atroce evento delle quattro giornate il cui testo riporta la data del 28 settembre anziché quella esatta del 29 indicata nei diari di Anna. Ho chiesto pertanto alle autorità competenti – ha concluso la studiosa – di rettificare al più presto l’errore e di spostare l’epigrafe in questione in un altro luogo della Municipalità, ossia all’altezza del ponte di Bellaria, presso il quale effettivamente furono uccise le vittime del Maranese”.

Angelo Zito

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