L’ipocrisia come opportunità

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

La politica per poter assolvere alla sua funzione di servizio all’ uomo , deve necessariamente esprimere una visione per poi tradurla in un programma .

Spesso, il significato di programma viene frainteso, ed i partiti, o  meglio  le organizzazioni politiche, riducono il tutto a semplici enunciazioni di principio, talvolta così generiche da non poter definire il carattere della formazione.

Lo fanno,  perché sanno che la nostra società è velocemente mutevole e, le informazioni circolano così velocemente che gli umori sociali cambiano alla stessa velocità e, la politica vuole lasciarsi la possibilità di adattarsi, di sopravvivere.

Una continua metamorfosi, condizionata dagli umori e dalle mode e, sempre in cerca di opportunità.

Ovviamente, non è un male cogliere le opportunità anzi, spesso è anche sinonimo di intelligenza ma le opportunità sono necessariamente occasionali  e non sempre danno il tempo di fare valutazioni sulle prospettive e sui risvolti.

Questo comporta che i ‘politici ‘ nel timore di perdere i propri privilegi, sviluppino  capacità negative adattandosi all’ imperativo della regia marina ovvero:‘ quello che si dice la sera non vale al mattino ‘.

Siccome  tutti o quasi, sono ricorsi a questa strategia pur di salvare la poltrona, si guardano bene anche dal contestarselo tra di loro.

Non avendo alcun privilegio da preservare, possiamo permetterci il lusso di ricordare un po’ di questi celebri ripensamenti nell’ auspicio che anche i lettori, memori di questi comportamenti sappiano come comportarsi almeno in futuro.

Il capitano  per  antonomasia   Salvini ,  ha  incentrato  inizialmente  il  suo  successo   politico   sull’antimeriodionalismo , una volta consolidato il potere interno attraverso i suoi colonnelli, oggi si pone come il più convinto meridionalista.

L’ex leader  Renzi , avrebbe voluto incarnare la modernità  politica ed  ha legato la sua carriera ai risultati elettorali e refendari , nonostante gli insuccessi su tutti e due i fronti, non ha onorato l’impegno con gli elettori ed ha preferito fondare l’ennesimo partitello per  barattare con i suoi stessi carnefici qualche piccolo privilegio.

C’è poi l’erede politico di questo insuccesso della pseudo sinistra, l’uomo del buon governo regionale , Zingaretti che proprio alle prime uscite, ci tenne a ribadire che mai e poi mai avrebbe stabilito alleanze con chi aveva minato i principi di democrazia e di garantismo. Sappiamo tutti come è finita.

Il campione del trasformismo è il più giovane di tutti e, allo stesso tempo é il più vecchio , ovvero Luigi Di Maio.

L’uomo antisistema, l’apriscatole del parlamento, il nemico dei privilegi, il fustigatore di costumi, il vessillo dell’honestà che poverino non per colpa sua, ma di qualche potere più forte, non è riuscito ad onorare nessuna delle sue battaglie, dimenticandosi però che nel giro di due legislature, è stato Vice Presidente della Camera, Ministro del lavoro,Vice premier, Ministro degli esteri e capo politico del suo movimento.

Un coacervo di personaggi incoerenti che hanno mostrato uno scarso valore politico già in tempi ordinari, non potevano che far venire fuori le loro peggiori qualità umane e politiche in un momento così triste come quello che stiamo vivendo.

L’ opportunità c’è stata perché da ogni crisi, i problemi esplodono in maniera evidente e non c’è verso di nasconderli ,ma resta pur sempre una opportunità per la semplificazione burocratica che si può adottare.

Senza entrare nel merito dell’origine della emergenza e limitandoci ad osservare il comportamento assunto dai politici ci accorgiamo che per l’ennesima volta e solo per proteggere i loro privilegi, sono ricorsi ad un altro stratagemma della regia marina ovvero facit ammuina ( fate casino )

Contrapposizioni tra Governo e Regioni, conflitti tra Regioni  e Comuni, sovrapposizioni di personaggi  surreali a metà strada tra il comico ed il tragico, un caos tale che anche gli addetti ai lavori, non ci hanno  capito più nulla.

Ovviamente il caos, genera dubbi, preoccupazioni , perplessità e aspettative e, la politica cosa ha  fatto? coglie l’ennesima opportunità, ricorre alla IPOCRISIA

Si, perché la colpa dei tanti morti non è dei protocolli terapeutici sbagliati.

L’ intasamento  degli ospedali non è frutto dei tagli indiscriminati alla sanità .

Le presunte eccellenze sanitarie non sono delle frottole per creduloni.

I farabutti nei posti chiave non sono frutto di malapolitica e di clientelismo

Le connivenze tra organismi di controllo e tutela con le industrie del farmaco non rappresentano un rischio

Come rispondere a queste gravi responsabilità? Arriva la migliore delle opportunità  in soccorso  e grazie alla IPOCRISIA,  la politica può lanciare accuse ai veri responsabili di questo scempio e allora  si parte con la giostra; E’ tutta colpa dei negazionisti e dei complottisti che hanno convinto milioni di italiani ad andarsene in vacanza e ad animare la movida notturna nel paese.

Gli scienziati dissenzienti dalla narrazione di Stato, sono considerati dei pericolosi eretici da mettere al rogo e gli assertori della libertà di scelta devono essere sanzionati e additati come pericolosi soggetti per la pubblica incolumità.

In una confusione del genere ed in assenza di una guida certa, ognuno si sente autorizzato a pensare per se stesso, ed ecco che crolla il senso di coscienza collettiva e si arriva all’ esercizio dell’egoismo come la vendita a prezzi assurdi di presidi sanitari o il trattenimento degli stessi per soli fini cautelativi.

La generazione di una paura  fa anche perdere la capacità di ragionare.

Abbiamo ascoltato  primari ospedalieri che hanno invitato  a visitare le terapie intensive per capire cos’è la sofferenza, senza capire che la sofferenza è anche portare avanti una famiglia di 4/5 persone con poco più di 800€ al mese e senza alcuna tutela

Abbiamo sentito politici che ci hanno  invitato al silenzio per rispetto per i morti, senza ricordarsi che migliaia di bambini innocenti nel mondo muoiono ancora di fame ed  è veramente stomachevole.

In  televisione, il tam tam dell’allarme è continuo e viene stigmatizzato come pericoloso ogni gesto affettuoso anche tra congiunti mentre a uomini e donne ci si continuano  ad abbracciarsi e a ballare allegramente, in barba a chi è costretto a fare i salti mortali per sopravvivere.

La politica dovrebbe ritrovare il senso della misura ed interrogarsi sul proprio ruolo di servizio alla comunità e smetterla di alimentare un teatrino di pessimo livello.

Siamo ancora in tempo per recuperare, ma è necessario che questa volta il passo indietro lo facciano i politici e non la gente, altrimenti ci penserà la storia a pareggiare i conti e non credo sarà una cosa piacevole per questa classe dirigente.

Ciro Silvestri

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