Minoli: “Mi candido al cda della Rai” – L’angolo sticazzi

Il giornalista-autore, 73 anni, ci conferma un sospetto: dalle poltrone nessuno vuole andare in pensione

Per la serie “modestie a parte”, Gianni Minoli annuncia al mondo di candidarsi al cda Rai. “Ho inviato il mio curriculum, sì – confessa al Corriere della Sera -. Hanno detto che deve valere la meritocrazia. Qualche titolo credo di averlo”. Insomma il giornalista-autore, 73 anni, ci conferma un sospetto: dalle poltrone nessuno vuole andare in pensione. E se il Corsera lo lusinga, ricordando programmi di successo come Mixer e la Storia siamo noi, lui con senso del pudore riequilibra tutto: “E perché la fiction Un posto al sole no?”. Non fa niente, ci avevano provato. Ma poi il genero del mitico ex dg Rai Ettore Bernabei, ossia Minoli, illustra meglio i suoi piani per viale Mazzini. “Bisogna partire da un progetto”. Quale? “Raccontare le radici del nostro Paese. Guardiamo quello che ha fatto Marchionne”. Mossa azzeccata: cosa è più identitario di un naturalizzato canadese, domiciliato in Svizzera, che ha trasformato la Fiat in una multinazionale statunitense, con sede legale in Olanda e fiscale a Londra? “Per dirigere la televisione pubblica devi saperne qualcosa – insiste Minoli -. Fino ad oggi la Rai è stata in mano di persone che sembravano passare di lì per caso”. Minoli, alla Rai ed ovunque, non è mai passato per caso.

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