I movimenti accusano il Comune: “Solidarietà a senso unico”
Un flash mob simbolico, ma carico di significato, è previsto per domani – martedì 6 maggio alle ore 18 – davanti a Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli. La manifestazione è stata convocata attraverso i social da un gruppo di cittadini indignati per quanto accaduto nei giorni scorsi alla Taverna Santa Chiara, al centro di un acceso caso mediatico e politico.
Il presidio nasce in risposta alla presa di posizione dell’amministrazione comunale, che ha espresso solidarietà a una coppia di turisti israeliani coinvolti in un diverbio con il personale del locale. Secondo i promotori dell’iniziativa, tale sostegno è apparso unilaterale e ha ignorato le ragioni dei lavoratori e lavoratrici della Taverna, vittime – a loro dire – di intimidazioni e accuse strumentali.
“Napoli è con Gaza al 100%”
Oggi, intanto, alcune decine di attivisti hanno organizzato un sit-in di solidarietà davanti alla Taverna Santa Chiara, come parte della campagna lanciata dai movimenti proPal. In segno di sostegno alla ristoratrice Nives Monda, coinvolta nella vicenda con la coppia di turisti israeliani che l’ha denunciata ai carabinieri, i manifestanti hanno esibito adesivi con lo slogan per Gaza e la scritta “Zionists not welcome” (“I sionisti non sono benvenuti”).
“Li distribuiremo a tutti gli esercenti che vorranno aderire alla campagna e affiggerli sulla propria vetrina” – hanno dichiarato gli attivisti, ribadendo la volontà di promuovere una resistenza simbolica e concreta contro ogni forma di discriminazione e di intimidazione. Tra le visite di solidarietà ricevute oggi dalla ristoratrice, si segnala anche quella della ex presidente della Camera, Laura Boldrini.
La solidarietà della Rete Napoli per la Palestina
“Saremo anche noi al presidio domani (martedì) alle 18.00 a Palazzo San Giacomo, nato spontaneamente dall’iniziativa di alcune cittadine per esprimere solidarietà alla ristoratrice di Taverna Santa Chiara e a chiunque subisca attacchi strumentali per avere il coraggio morale e intellettuale di esporsi pubblicamente contro l’apartheid e il genocidio del popolo palestinese”. È quanto afferma in una nota la Rete Napoli per la Palestina.
“Siamo indignate/i per l’ipocrisia dell’amministrazione comunale – prosegue la nota – subito accorsa a rincuorare i due turisti sionisti (la cui ‘discriminazione’ alla fine è stata andarsene senza pagare il conto…) che hanno aggredito la ristoratrice per la sua presa di posizione. La ristoratrice, invece, non è stata nemmeno ascoltata. E quando sindaco e assessora ammettono di sapere poco dei fatti, la toppa è francamente imbarazzante e peggiore del buco! Chi sovrappone la condanna del sionismo con l’antisemitismo lo fa in modo consapevole e strumentale, per censurare la denuncia dei crimini dello Stato di Israele. Ma forse il sindaco di Napoli, che resta in silenzio da due anni su questo, è più preoccupato di tutelare il brand turistico che di prendere posizione contro il genocidio, nel giorno in cui il governo Netanyahu ha appena deciso un ulteriore allargamento dei bombardamenti e di continuare l’assedio e l’affamamento di due milioni di persone”.
I promotori del presidio chiedono a tuttə di portare la carta d’identità come simbolo di dissenso: una presenza visibile e collettiva per dire no alla criminalizzazione della solidarietà e alla normalizzazione delle violenze in corso a Gaza. L’invito è alla massima puntualità: trattandosi di un flash mob, l’incontro sarà di breve durata, ma di forte impatto.
“#NotInMyName” è lo slogan scelto per questa chiamata pubblica alla mobilitazione, che vuole essere un gesto chiaro contro ogni complicità istituzionale e culturale nel genocidio e nell’apartheid del popolo palestinese.
CiCre

