Gremita la piazza fino dalla mattina, il Pontefice celebra una Messa semplice e carica di messaggi

NAPOLI – Le previsioni meteo si sono sbagliate, per fortuna. E al posto della pioggia, stamattina Napoli ha accolto Papa Francesco con il sole che faceva capolino dal cielo velato. Piazza Plebiscito, divisa in settori, ha cominciato a riempirsi dalle prime ore della mattina. Ma tutto il tragitto transennato di via Toledo e delle zone limitrofe era un pullulare di persone in attesa di vedere la bianca figura passare sulla automobile per dirigersi verso la zona dove ha poi celebrato la Messa. Tutto intorno è la solita giostra partenopea. Venditori di bandierine a un euro, venditori di cappellini e di immaginette “con la fotografia del Papa e aret o Vesuvio”, e ci sta anche il panino con lo stemma Vaticano. Tutto rigorosamente in bianco e giallo, i colori del Vaticano.

La Papamobile arriva con leggero ritardo sulla tabella di marcia, ed è tutto uno sventolare di gagliardetti, passa piano nel corridoio creato appositamente per permettergli di raggiungere il palco. Da un altoparlante giunge la raccomandazione, poco ascoltata, di restare in silenzio e di non utilizzare i cellulari. Ma per tutta la celebrazione, in verità, il brusio ha accompagnato la voce dei sacerdoti e del Pontefice. Così come quelli che non hanno resistito alla tentazione di selfizzarsi con la figura del Papa alle spalle e si sono lamentati che, a causa del sovraffollamento delle linee, non sono riusciti a pubblicare subito la foto su Facebook.

Le parole di Papa Francesco, rivolte ai napoletani tutti, sono echeggiate nella piazza forti e chiare. Le parole di speranza per la città, di esortazione a rinnegare “i facili guadagni che oggi sono ricchezza e domani sono fame”, lo stimolo a non arrendersi, a guardare avanti con la Grazia di Dio e a ripetere con lui, che ha celebrato con semplicità, “Gesù è il Signore”.

Accompagnati da ombrelli bianchi e gialli sono giunti coloro che portano i calici contenenti le ostie benedette per la Comunione. Mentre all’interno della piazza saltavano tutti i criteri di selezione dei presenti, niente più divisioni in settori, chi trovava posto di sedeva ed era tutto un chiamarsi da una parte all’altra per dichiarare la propria postazione ai parenti per potersi poi trovare dopo.

Il saluto del Papa, con quel “A Madonna v’accumpagna” che si dice abbia provato per mesi a pronunciare con il giusto accento napoletano, segna la fine di questa tappa della giornata.

Tutti pronti con i cellulari. “Passa di qui? No, passa di lì”. Tutti con la fotocamera già accesa. Bergoglio ripercorre i corridoi transennati. Saluta, sorride. Seduto dietro di lui il Cardinale Sepe. Un secondo dopo, tutti a controllare se la foto è venuta per bene.
Pochi a realizzare che hanno appena ricevuto la Benedizione direttamente dal Pontefice.

Barbara Tafuri

(Video Francesco Emilio Borrelli)


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