Migliaia di fedeli hanno accolto l’arrivo di Bergoglio. Tappe mattutine a Pompei e Scampia, alle 11 Messa a piazza del Plebiscito poi il pranzo coi detenuti a Poggioreale. “Siamo tutti migranti: questo sistema scarta le persone”

NAPOLI – Papa Francesco è arrivato questa mattina poco prima delle 8 a Pompei, prima tappa della sua giornata napoletana. E’ stato accolto al Santuario di Pompei da migliaia di fedeli. Ha sostato per circa 50 minuti in silenziosa preghiera dinanzi all’immagine della Beata Vergine Maria del Santo Rosario, portata a Pompei da Bartolo Longo nel 1875.  Dopo Pompei il Papa è arrivato a Scampia, dove ci sono migliaia di fedeli a piazza Giovanni Paolo II. Alle spalle del palco è stato esposto uno striscione del Comitato Vele di Scampia col quale si chieda al Papa che nei palazzi romani si parli di questo quartiere che vuole togliersi di dosso l’etichetta del quartiere di gomorra. Complessivamente sono 1600 i bus impegnati per il trasferimento dei pellegrini. Alle 9.15 la papamobile ha fatto il suo ingresso trionfale tra le ali di folla a Scampia. Al suo arrivo in elicottero nel campo sportivo comunale di Scampia, papa Francesco è stato accolto dall’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, dal presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, dal prefetto di Napoli, Gerarda Pantalone, e dal sindaco della Città, Luigi De Magistris.  «Il cardinale Sepe mi ha anche minacciato se non fossi venuto a Napoli». Lo ha detto sorridendo papa Francesco, scherzando sulle “pressioni” dell’arcivescovo per ottenere la visita, durante il suo discorso in piazza Giovanni Paolo II a Scampia

“SIAMO TUTTI MIGRANTI”. «Voi appartenete a un popolo dalla lunga storia, attraversata da vicende complesse e drammatiche. La vita a Napoli non è mai stata facile, però non è mai stata triste! È questa la vostra grande risorsa: la gioia, l’allegria». E’ quanto ha detto papa Francesco nel suo discorso a piazza Giovanni Paolo II. Arrivato a Scampia, Papa Francesco è sceso dalla Papa-mobile per incontrare e dare conforto a una mamma con in braccio il figlio malato che gli è andata incontro. Il Papa ha consolato la donna in lacrime e le ha donato un rosario. Subito dopo Papa Francesco è stato circondato dai bambini.  Prima del discorso il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha consegnato al Pontefice le chiavi della città e una pergamena commemorativa della giornata. La visita a Scampia si è conclusa dopo circa un’ora, e la papamobile ha fatto rotta verso piazza del Plebiscito.

“LAVORO SOTTOPAGATO E’ SCHIAVITU'”. “Più del 40% non ha lavoro – ha detto Bergoglio – questa è una responsabilità del mondo perchè c’è un sistema economico che scarta la gente. Questa mancanza di lavoro ci ruba la dignità, dobbiamo difendere la nostra dignità di cittadini, di uomini, di donne. Non dobbiamo rimanere zitti. «La mancanza di lavoro ruba la dignità», e bisogna «lottare per difenderla», mentre il lavoro «nero» e sottopagato è «schiavitù» e «sfruttamento delle persone». Sono le forti affermazioni sul tema della disoccupazione fatte da papa Francesco nel suo discorso a Scampia. «I migranti non sono umani di seconda classe – ha poi detto il Pontefice – sono cittadini, sono figli di Dio, sono migranti come noi, perchè tutti noi siamo migranti verso un’altra patria». Un appello al Papa è stato lanciato a Scampia affinchè siano fermati i roghi tossici. Un lungo striscione con la scritta «stop ai roghi tossici» è stato esposto sulla facciata di un palazzo che si affaccia su piazza Giovanni Paolo II dove oggi papa Francesco ha salutato la città di Napoli.

PIAZZA DEL PLEBISCITO GREMITA: “NAPOLI, E’ TEMPO DI RISCATTO”. È una piazza del Plebiscito quasi completamente gremita quella che assiste alla celebrazione eucaristica di papa Francesco. Nella grande piazza, uno dei simboli di Napoli, sono stimate oltre 60.000 persone. Il Santo Padre celebra la messa dall’altare allestito dinanzi alla basilica di San Francesco di Paola. «Cari napoletani, largo alla speranza, e non lasciatevi rubare la speranza – ha detto Bergoglio – non cedete alle lusinghe di facili guadagni o di redditi disonesti. Reagite con fermezza alle organizzazioni che sfruttano e corrompono i giovani, i poveri e i deboli, con il cinico commercio della droga e altri crimini. Non lasciate che la vostra gioventù sia sfruttata da questa gente».  E il futuro di Napoli non è ripiegarsi rassegnata su sè stessa, ma aprirsi con fiducia al mondo», ha detto ancora il Pontefice. «Questa città può trovare nella misericordia di Cristo, che fa nuove tutte le cose, la forza per andare avanti con speranza, la forza per tante esistenze, tante famiglie e comunità».

MALORI IN PIAZZA. Non sono mancati in piazza del Plebiscito alcuni casi di malore dovuti alla ressa. Dopo la Messa, il Papa ha lasciato piazza del Plebiscito a bordo della Papamobile per dirigersi verso il carcere di Poggioreale, terza tappa della sua visita a Napoli, dove è previsto un incontro con i detenuti ed il pranzo.

IL PRANZO A POGGIOREALE. Ad accoglierlo il direttore dell’istituto penitenziario, Antonio Fullone e il cappellano don Franco Esposito. Bergoglio pranzerà con circa 120 detenuti all’interno della cappella dove è stata allestita una tavolata. Saranno gli stessi detenuti a preparare il pranzo composto da tre portate: pasta al forno, arrosto e dolci tipici napoletani. Durante il pranzo papa Francesco si è seduto a un tavolo con 12 detenuti. Vicino a lui un recluso argentino e il provveditore delle carceri. Durante la visita il Papa ha salutato uno ad uno tutti i carcerati presenti. «Il pranzo che il Papa consumerà tra i reclusi di Poggioreale restituirà, agli occhi della collettività, dignità ai detenuti: rimarrà a lungo nell’immaginario l’idea del Pontefice seduto tra gli ultimi. L’auspicio è che la visita di un Papa dalla straordinaria umanità contribuisca al processo di cambiamento in atto nell’istituto: nel penitenziario è in corso un miglioramento, ma gli standard di vivibilità sono ancora bassi». Lo dichiara l’associazione Antigone che si batte per i diritti in carcere. «Poggioreale si era conquistato la fama di essere il peggiore carcere d’Europa per le difficilissime condizioni detentive ed è stato sottoposto a visita ispettiva da parte della Commissione Libertà civili del Parlamento europeo – ricorda Mario Barone, Presidente di Antigone-Campania – ed è l’istituto rispetto al quale sono ancora in corso le indagini della Magistratura per pregressi episodi di violenza che detenuti avrebbero subito da parte di agenti della Polizia Penitenziaria».

“CARCERATI TROPPO SPESSO IN CONDIZIONI INDEGNE”. «Cari fratelli, conosco le vostre situazioni dolorose: mi arrivano tante lettere – alcune davvero commoventi – dai penitenziari di tutto il mondo», ha detto il Papa ai detenuti incontrati nel carcere di Poggioreale. «I carcerati troppo spesso sono tenuti in condizioni indegne della persona umana, e dopo non riescono a reinserirsi nella società. Ma grazie a Dio ci sono anche dirigenti, cappellani, educatori, operatori pastorali che sanno stare vicino a voi nel modo giusto. E ci sono alcune esperienze buone e significative di inserimento». Incontrando i detenuti nel carcere di Poggioreale, papa Francesco ha risposto alle domande di due di loro, Claudio Fabian, argentino, recluso proprio a Poggioreale, e Pasquale, in rappresentanza di quelli di Secondigliano. «Noi carcerati siamo dimenticati da tutti: governo, istituzioni, tranne che da Dio, da Gesù Cristo e dalla Chiesa. «Noi che siamo marchiati a vita, emarginati, esclusi da tanti percorsi di inserimento, troveremo accoglienza fuori da queste mura?». E’ quanto gli hanno chiesto.

“NAPOLI MI PIACE MOLTO”. Santità, le piace Napoli? “Sì, molto”. Papa Bergoglio ha risposto così alla domanda dei giornalisti, sorridendo, prima di varcare la soglia del carcere di Poggioreale per il pranzo con i detenuti.

LE TAPPE. Dopo la visita a Scampia, il Papa arriverà a Piazza del Plebiscito per la messa prevista per le 11.00. Alle 13.00 è invece in programma la visita al carcere di Poggioreale, dove Francesco sarà a pranzo con una rappresentanza dei detenuti. Dopo la sosta al vescovado, il Pontefice alle 15.00 sarà in Duomo per l’incontro con il clero e la venerazione delle reliquie di San Gennaro: e forte è l’attesa se si ripeterà il prodigio della liquefazione del sangue, come invece non avvenne con i due precedenti Pontefici, Giovanni Paolo II nel 1979 e Benedetto XVI nel 2007. Subito dopo, alle 16.15, Francesco incontrerà ammalati e disabili nella basilica del Gesù Nuovo, retta di suoi confratelli Gesuiti. Ultimo appuntamento, quello con i giovani e i fedeli della diocesi alla Rotonda Diaz, sul Lungomare Caracciolo, rispondendo anche alle domande di un ragazzo, di un’anziana e di una giovane coppia. Dalla vicina Stazione Marittima, infine, la partenza in elicottero alle 18.15 per fare rientro in Vaticano.

DE MAGISTRIS: “VISITA STRAORDINARIA”. «È stata una visita straordinaria con un messaggio semplice e profondo. E la consegna delle chiavi della città circondata dai bambini del quartiere resterà un’immagine indelebile». Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, sulla visita di Papa Francesco a Napoli. «Da un lato – ricorda il primo cittadino – ha detto parole chiare e nette contro la corruzione, la sopraffazione e il male ma ha anche incoraggiato chi lotta per la giustizia e non si rassegna». La consegna delle chiavi «è emblematica per una città come Napoli pronta alla fratellanza e che ha un cuore grande. Il Papa è stato contento, mi ha ringraziato ed è stato molto bello che tutto questo sia avvenuto con attorno tanti bambini», ha concluso de Magistris.

(foto Francesco Bassini)
(Fotogallery a cura di Barbara Tafuri e Francesco Bassini)
(video web-tv Comune di Napoli)

 

 

 

 

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