Napoli Servizi, de Magistris e Panini si arrampicano sugli specchi

Oggi pomeriggio diffuse due note: una delle segreterie sindacali territoriali, l’altra del vice sindaco

Napoli Servizi, una delle principali aziende partecipate del Comune di Napoli rischia il fallimento. Oggi tutti i 1700 lavoratori hanno scioperato contro la scelta dell’assemblea dei soci di rinviare l’ approvazione del bilancio 2017. Un bilancio passivo. Una patata bollente. Una vicenda che sarebbe finita sui tavoli della Procura della Repubblica e della sezione regionale della Corte dei Conti.  Il sindaco Luigi de Magistris, il vice sindaco e assessore al bilancio Enrico Panini avevano promesso l’approvazione del documento contabile da parte della giunta comunale, nonostante  le valutazioni negative dei revisori. La promessa non è stata mantenuta. Stando ai soliti bene informati, alcuni assessori non sarebbero disponibili a sostenere una delibera di giunta a sostegno del bilancio 2017 per non essere coinvolti in una eventuale inchiesta della magistratura. Nel frattempo,  De Magistris e Panini si arrampicano sugli specchi. Il vice sindaco, addirittura, sembra Don Abbondio, uno dei personaggi dei “Promessi Sposi”. Utilizza un linguaggio ecumenico. Un linguaggio “misto”, un miscuglio di politichese e sindacalese. Insieme ai sindacati di categoria territoriali recita il copione. Il copione della solita sceneggiata. Oggi pomeriggio nel giro di un’ ora, sono stati diffusi due comunicati, uno firmato dalle segreterie sindacali di categoria, l’altro dal vice sindaco. Strane coincidenze.  “L’ennesimo rinvio ad altra data dell’approvazione del bilancio 2017, deciso dall’Assemblea dei Soci nella riunione del 5 novembre, conferma uno stato di grave incertezza per il futuro di Napoli Servizi e dei suoi lavoratori”. E’ quanto scrivono, in una nota le Rsa Napoli Servizi e le Segreterie territoriali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, UilTrasporti, Fiadel, Ugl, Usb, Sll. “L’ipotesi sempre più concreta di un bilancio che potrebbe registrare un passivo, infatti – secondo le sigle sindacali – apre scenari che mettono in discussione la continuità aziendale, la tenuta dei servizi e la stabilità dei lavoratori. La vicenda appare paradossale per un dato che va chiarito con fermezza. Non si parla di una incapacità dell’azienda a garantire il proprio equilibrio economico e finanziario, ma di una assurda vicenda di carattere squisitamente tecnico. Un complicato intrigo di norme ed atti amministrativi in cui il conflitto tra Collegio Sindacale, Azienda ed Amministrazione Comunale corre il rischio di presentare un conto salato che solo i lavoratori saranno chiamati a pagare. I lavoratori di Napoli Servizi, è bene chiarirlo, stanno già sostenendo i maggiori sacrifici di una fase di trasformazione introdotta dal Contratto di Servizio sottoscritto per un anno nel 2018 e da quello che regola i rapporti tra azienda e committenza a partire dal 1° ottobre 2019. La riduzione dei corrispettivi per le attività aziendali, infatti, ha indotto l’azienda ad una politica di riduzione dei costi che ha sostanzialmente paralizzato la contrattazione aziendale, impattando negativamente sulla consistenza delle retribuzioni. La mancata approvazione del bilancio 2017 ha bloccato il pagamento del Premio di Risultato che i lavoratori non percepiscono ormai da tre anni. Accordi aziendali già parzialmente applicati sono fermi, escludendo decine di lavoratori dal giusto riconoscimento, in termini economici e di inquadramento, legittimamente vantato in virtù del fondamentale contributo che apportano all’esercizio delle attività aziendali. Nel momento in cui si avverte con maggiore urgenza la necessità di superare questi gravi disagi, l’incertezza sull’approvazione del bilancio 2017 e degli esercizi successivi appare ancora più intollerabile”. I disciplinari legati al nuovo Contratto di Servizio, elaborati dal Comune di Napoli senza alcuna consultazione delle rappresentanze sindacali – prosegue la nota – hanno imposto una profonda riorganizzazione che costringerà a nuovi sacrifici centinaia di lavoratori. Mentre ci si disponeva ad una seria trattativa per accompagnare quella riorganizzazione, funzionale ad un contratto di servizio che riconduce alla discrezionalità dei dirigenti comunali la fatturazione ed il riconoscimento delle risorse economiche fondamentali per la gestione dell’azienda, sembra materializzarsi lo spettro di uno stato di crisi caratterizzata da forte complessità e da forte incertezza dei suoi esiti. Le attività della Napoli Servizi e l’occupazione dei suoi lavoratori sono un bene comune della città intera che siamo pronti a difendere con la forza della lotta. Chiediamo all’Amministrazione Comunale di adottare ogni iniziativa utile per concorrere a raggiungere queste obiettivo. Le Rappresentanze sindacali aziendali, insieme alle loro segreterie, ritengono urgente e necessaria una chiara assunzione di responsabilità da parte del Comune di Napoli, socio unico della Napoli Servizi, per garantire la continuità aziendale e la stabilità dei lavoratori attraverso la corretta approvazione del bilancio 2017 e di quelli successivi”. La mobilitazione spontanea che sta vivendo in ogni luogo di lavoro – aggiunge il sindacato – conferma la consapevolezza e la determinazione di ogni lavoratore di Napoli Servizi. In merito alla nota aziendale, prot. n. 0063928/19 del 06/11/2019, cogliamo l’occasione per precisare che il carattere assolutamente spontaneo dell’atteggiamento adottato dai lavoratori, peraltro evidenziato nella stessa missiva aziendale, esula dalla procedura di Stato di agitazione legittimamente aperta dalle scriventi OOSS che non hanno in alcun modo dato vita a forme di protesta non consentite dalla Legge. Cionondimeno le scriventi OOSS confidano che il senso di responsabilità che si auspica ispirerà tutte le parti coinvolte dalla grave vertenza in essere concorrerà a ripristinare la serenità necessaria al pieno e corretto esercizio delle attività aziendali. Resta il fatto che l’esasperazione appare come diretta conseguenza di una situazione insostenibile per tutti, veicolando un’istanza reale che richiede adeguata risposta”.  “Questa risposta – conclude la nota – deve essere data subito, confermando un percorso di confronto con le rappresentanze sindacali che deve necessariamente coinvolgere i più alti livelli dell’Amministrazione Comunale”.

A stretto giro arriva una nota firmata da  Panini. Il vice sindaco e assessore al bilancio chiede la sospensione dello sciopero e delle iniziative di lotta.  “Per il Sindaco e l’intera Amministrazione comunale Napoli Servizi, la più grande multiutility del Mezzogiorno, rappresenta una scelta irreversibile e di assoluto rilievo. Unica presenza pubblica in Italia per dimensioni (oltre 1.700 dipendenti) e per numero di attività garantite all’Amministrazione in un settore (la fornitura di servizi) nel quale impera l’intervento privato e lo sfruttamento. L’Amministrazione è attualmente impegnata su due fronti: a) l’approvazione del bilancio 2017 fornendo risposta alle recenti osservazioni presentate dal Collegio sindacale circa la considerazione di una posta di bilancio; b) la sottoscrizione definitiva del Contratto di servizio fra Amministrazione e Napoli servizi, con l’ultimo incontro già convocato per giovedì 7 novembre, il che consentirà di dare seguito alla contrattazione decentrata ed alle materie previste negli accordi aziendali. Con il Bilancio preventivo per il 2019 è stata definita una durata quinquennale dell’attuale Contratto di servizio con un versamento complessivo di circa 400milioni di euro mentre la maggioranza in Consiglio comunale ha previsto un impegno garantito per il prossimo decennio. Contemporaneamente non sono mai venuti meno l’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori di Napoli servizi né la disponibilità al confronto, in ogni occasione, da parte dell’Amministrazione. Questa comune pratica e l’impegno dell’Amministrazione ci impongono di chiedere una sospensione delle iniziative di sciopero in considerazione del susseguirsi di allerte meteo, della ripresa dell’attività scolastica e delle tante attività che quotidianamente Napoli servizi garantisce alla città. Nelle prossime ore è previsto un incontro tra i sindacati e Panini a Palazzo San Giacomo. Tutti concorderanno per l’ennesimo rinvio. Lo sciopero sarà sospeso e il sipario si chiuderà sulla solita sceneggiata. Una sceneggiata che da tempo si recita sulla pelle di 1700 lavoratori e lavoratrici e di migliaia di cittadini-utenti napoletani.  

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest