Napoli, segregati da 7 giorni senza l’esito del tampone

Area ovest, la testimonianza di un uomo: “Ci avevano detto che i risultati sarebbero stati comunicati dopo 72 ore, invece è trascorso un tempo doppio, e ancora niente”

“Sono in attesa da domenica, quando mi sono sottoposto volontariamente a tampone faringeo nasale presso l’Asl del Frullone. E ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta, nonostante ci avessero comunicato che dovevano trascorrere 72 ore”. La testimonianza è di un cittadino di Napoli ovest. Con i familiari, ha effettuato il test per uno scrupolo. Ad agosto, durante una vacanza, aveva mangiato in un ristorante. In seguito il locale è risultato un focolaio Covid, per la positività del titolare e di alcuni dipendenti. Ora però, per gli occasionali clienti, tardano i risultati del tampone, in un logorante silenzio. E il disservizio confina un’intera famiglia in una quarantena a oltranza.
Chi le aveva detto che i risultati del tampone sarebbero stati comunicati entro tre giorni?
Ce lo avevano comunicato all’accettazione del Frullone.
Quindi siete consegnati in casa da una settimana?
Esattamente, siamo condizionati a quest’isolamento fiduciario, senza poter andare a lavorare, e fare altro tipo di attività.
Vi sta creando problemi sul lavoro o altre cose?
Nel mio caso ho fortunatamente trovato un accordo con l’azienda, che mi ha dato l’opportunità di lavorare in smart working da casa. Qualche altro componente della famiglia sta avendo problematiche, perché essendo libero professionista lavora a prestazione giorno per giorno, e sta subendo il prolungarsi dei tempi.
Avete avuto problemi per la spesa?
Da questo punto di vista ci sono stati problemi all’inizio, anche se poi dopo ci siamo approvvigionati tramite piattaforme che offrono servizi per il cibo e i farmaci a domicilio. Ma la situazione è sicuramente di disagio.
Come mai?
Perché si era programmato di restare segregati in casa 72 ore, 86 ore al massimo. Ma superato il doppio delle ore che ci avevano detto, la cosa è diventata stressante e pesante, dal punto di vista mentale e fisico. Anche perché ci si trova senza sapere l’esito del test, quindi nascono le preoccupazioni.
Proprio nessun messaggio dall’Asl?
Nessun contatto con l’Asl, ma fortunatamente contatti quotidiani col medico di base, che ha cercato di tranquillizzarci, e seguire la pratica.

Gianmaria Roberti

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