Dopo 26 anni un artista campano conquista l’Ariston: decisiva la sala stampa, battuto Sayf per lo 0,3%. Ora l’Eurovision.
Ventisei anni dopo l’ultima affermazione campana, il sipario del Festival di Sanremo si è chiuso con un accento partenopeo che mancava da tempo. Per ritrovare un trionfo nato all’ombra del Vesuvio bisogna riavvolgere il nastro fino al 1988, quando Massimo Ranieri conquistò l’Italia con “Perdere l’amore”. Stavolta, invece, la vittoria porta il nome di Salvatore Michael Sorrentino.
L’artista napoletano, conosciuto dal grande pubblico come Sal Da Vinci, ha sollevato il trofeo con un gesto che sembrava voler abbracciare un’intera città. Non un successo individuale, ma – come ha dichiarato lui stesso – «una vittoria del popolo». Un’affermazione che riassume un percorso fatto di ostacoli, cadute e risalite, culminato in un trionfo costruito con perseveranza e mestiere.
La sua è stata un’operazione culturale prima ancora che musicale: portare il neomelodico fuori dai confini tradizionali e trasformarlo in linguaggio nazional-popolare. Decenni di palcoscenico, una vocalità solida e riconoscibile, e un brano immediato, pensato anche per vivere oltre l’Ariston – tra coreografie replicabili e viralità social – hanno fatto il resto. Quando il pubblico ha accolto Salvatore Michael Sorrentino cantando in coro “Rossetto e caffè”, era già chiaro che qualcosa stesse cambiando.
La gara è rimasta aperta fino all’ultimo. “Per sempre sì” ha chiuso al secondo posto nel televoto, a tre punti percentuali da Sayf con “Tu mi piaci tanto”. Decisivo il peso della sala stampa, che ha ribaltato gli equilibri permettendo a Salvatore Michael Sorrentino di colmare il divario e imporsi con uno scarto finale dello 0,3%.
Nel suo discorso, il cantante ha voluto condividere simbolicamente il premio con Geolier, altro volto della Napoli contemporanea che in passato aveva sfiorato il colpo senza riuscire a completare l’opera sanremese. Un gesto che racconta bene l’idea di comunità evocata dal vincitore: tante anime diverse, un’unica identità musicale.
Ora per Salvatore Michael Sorrentino si apre la ribalta internazionale dell’Eurovision Song Contest. E, secondo tradizione, toccherà a lui “battezzare” il futuro conduttore dell’edizione 2027, Stefano De Martino.
Napoli torna così al centro della canzone italiana, con un successo che profuma di riscatto e appartenenza.
Alma

