Il cinema in Campania, strategie per uscire dalla crisi

Convegno alla Multisala Filangieri di Napoli. Allo studio una legge sul settore

NAPOLI – Il cinema in Italia ha bisogno di una nuova normativa che non guardi solo alla produzione, ma anche alla distribuzione e alle sale cinematografiche. Non ha senso produrre film e non poterli vedere. E’ il messaggio univoco emerso dal convegno dedicato a “Il cinema in Campania” che si è svolto alla Multisala Filangieri di Napoli. Sono interventi Luigi Grispello, presidente dell’Agis Campania, il regista Antonio Capuano, il critico cinematografico e docente universitario Valerio Caprara, lo storico del cinema e film maker Mario Franco, il regista e produttore Francesco Ranieri Martinotti, il giornalista e critico cinematografico Franco Montini, e gli alunni di alcune scuole di Napoli e della Campania. Con questa iniziativa si porta a compimento l’ampio e strutturato percorso, iniziato nello scorso mese di giugno 2015, de “Il Cinema in Campania”, un progetto promosso da Circuito Cinema s.r.l , capofila dell’omonima Associazione Temporanea di Imprese, e finanziato dalla Regione Campania nell’ambito delle azioni programmate dal Pac III per la realizzazione di iniziative di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale regionale. Prima di iniziare i lavori è stato proiettato un cinemontaggio di Mario Franco che rappresenta il percorso per immagini di quello che è stato il cinema napoletano fino ad oggi. Il presidente dell’AGIS Campania, quindi, ha informato che il progetto si è sviluppato nel corso di molti mesi, con la programmazione di rassegne, incontri, spettacoli ed attività nelle scuole.

 

“E’ stata un’azione culturale di indiscutibile valore, aperta al pubblico e completamente gratuita -ha aggiunto- che adesso si porta a compimento con l’organizzazione di questo convegno che rappresenta un importante momento pubblico, di riflessione e bilancio sull’intera esperienza che, nella rispetto della sua mission, propone un articolato percorso di conoscenza sul valore di Napoli e della Campania nella produzione cinematografica nazionale, sia nel passato che nel presente”. Grispello ha, quindi, comunicato che il ministro alla cultura e al turismo, Dario Franceschini, ha annunciato la promulgazione a breve di una legge sul cinema e che oggi in Regione si affronterà la stessa questione a livello locale. Franco ha sottolineato che il cinema napoletano si caratterizza soprattutto per la canzone e la bravura degli attori. Caprara ha richiamato l’attenzione sul fatto che storicamente il cinema in Italia è nato a Napoli. “Anche il divismo- ha aggiunto- ha radici nel nostro humus immaginario e nella nostra tradizione cinematografica non c’è solo una lista di doveri ma anche di piaceri”. Montini ha richiamato l’attenzione sul fatto che il cinema italiano è in difficoltà sul mercato nazionale mentre all’estero continua a ricevere riconoscimenti. “Per quanto riguarda il cinema napoletano -ha precisato- sono convinto che la sua grande forza sta nel dna degli attori. I video che arrivano dall’area napoletana sono sempre convincenti dal punto di vista della recitazione”. Per Capuano mancano da noi produttori e sceneggiatori e ci prendiamo molto sul serio. “Nel cinema-ha affermato- non c’è allegria”. Sono stati, poi, tutti d’accordo nel ritenere indispensabile, per un ricambio del tipo di approccio al film e anche alla televisione da parte dello spettatore, che nelle scuole inferiori vengano impartite lezioni di audiovisivo.

Mimmo Sica

(Foto Gilda Valenza)

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