Atmosfera di grande suggestione per il concerto del grande pianista che festeggia al Massimo napoletano i suoi 70 anni

NAPOLI – Keith Jarrett ha scritto un’altra importante pagina della storia del Teatro San Carlo. In un’atmosfera ai limiti del surreale, dove il tempo si è magicamente fermato, il maestro americano di Allentown ancora una volta ha rivelato il suo genio della improvvisazione. Il neo settantenne ha ipnotizzato il pubblico napoletano che da una settimana aveva fatto registrare il sold out. “Sono innamorato pazzo di Napoli e per questo motivo ho voluto festeggiare, qui, al Teatro di San Carlo, in un ‘unica serata italiana il mio settantesimo compleanno”, aveva dichiarato. E questo sentimento lo ha rivelato in tutta la sua grandezza, lasciandosi coinvolgere dalla liricità del nostro Massimo. Jarreth, a chi come noi che lo ha visto altre volte fin dai tempi della sua prima esibizione solo piano a Umbria Jazz, è apparso diverso, calmo, sereno fugando i timori della vigilia di qualche suo sfogo. E’ nota la sua intransigenza e  insofferenza al più piccolo rumore, al minimo brusio del pubblico, agli scatti fotografici. Tra l’altro aveva mangiato in una stanza priva di condizionatore sostituito all’ultimo momento da un “pinguino”. E’ entrato sul palcoscenico solo con qualche minuto di ritardo rispetto a quello previsto e il teatro più bello del mondo si è stretto intorno a lui in un calorosissimo, ma misurato applauso, proprio come piace a lui. Un inchino di saluto e ringraziamenti, quindi si è seduto davanti al suo Steinway gran coda e, nel silenzio più profondo, ha cominciato ad accarezzare gli 88 tasti del pianoforte. E’ iniziato il suo corteggiamento con lo strumento per diventare rapidamente un rapporto diretto, anima e corpo, sempre più intenso, come il più caldo degli amplessi con la persona amata. Sette brani lirici nella prima parte del concerto accompagnati dai sui gridolini e dalle “cavalcate” quando si alzava dal piano stool assumendo quasi la postura di un fantino che monta il suo cavallo di razza. Il musicista è in un equilbrio psicofisico perfetto. Ha accettato perfino lo scambio di battute con uno spettatore che gli ha chiesto: “Ti piace Napoli?”.

“Mi piacciono tutti i luoghi” ha risposto e per troncare educatamente l’inizio di una impossibile e inopportuna conversazione, ha aggiunto: “A volte si ha bisogno di esprimere le emozioni con le parole. A volte con la musica. Adesso tocca alla musica”. Jarrett ha iniziato la seconda parte del suo “SanCarloSoloPiano” chiedendo al pubblico “fatemi un regalo per il mio compleanno: non fotografatemi”. In altri momenti avrebbe usato toni e forme ben diverse: forse i settant’anni hanno il loro peso, ma solo su questo. Quindi ha ripreso il dialogo con il pianoforte e ha improvvisato nuove escursioni con le quali ha abbattuto le frontiere tra musica classica e jazz. Ha chiede due volte al pubblico  scusa e si è di assentato. La spiegazione l’ha data un suo assistente: “E’ andato al bagno a fare la pipì”. Anche i geni, anche gli esseri al limite dell’umano e il trascendente la fanno, soprattutto dopo avere bevuto tanto e inghiottita una pillola. Terminato l’ultimo pezzo, Keith Jarrett si è inchinato profondamente e ha ringraziato il pubblico che gli ha tributata una prolungata standing ovetion. La sua risposta sono stati quattro bis. Sono tanti e il pubblico ne vorrebbe ancora, ma il grande artista ha lasciato inequivoicabilmente intendere che era stanco. “Un concerto straordinario- ha  commentato il sindaco Luigi de Magistris. Un’ empatia immediata con il nostro pubblico, una musicalità globale. Lo avevo già ascoltato, ma è sempre enormemente calamitante. Siamo contenti di averlo portato qua. Abbiamo lavorato insieme io e il sovrintendente ed è un gande risultato per la città e per il San Carlo. Grazie alla sinergia Comune di Napoli, San Carlo, che ora presiedo come Consiglio di indirizzo, e Provveditore alle Opere Pubbliche siamo riusciti finalmene a togliere le impalcature dal nostro Massimo, mettendolo in sicurezza diversamente”. “Sono felice di avere Keith Jarrett al San Carlo per la terza volta – ha detto la sovrintendente del Lirico, Rosanna Purchia. L’orgoglio vero è che ha scelto il San Carlo come l’unica data italiana.- Sono sicura che lo ha fatto per due motivi: primo perchè la cornice e l’acustica del Massimo sono uniche e lui si trova  a suo agio sul palcoscenico tanto è vero che incide il live. Secondo è che ha trovato nel pubblico di Napoli il pubblico ideale che lo rispetta e che lo mette a suo agio. Ha deciso di festeggiare i suoi settant’anni qui ed è solo orgoglio per noi”.

Mimmo Sica

(Foto Keith Jarrett/Fb)

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