Turismo, 40 mila persone rischiano di perdere il posto

Ormai gli ammortizzatori sociali sono molto bassi e non bastano più per sostenere una famiglia, quindi oltre alla paura di un licenziamento collettivo, c’è comunque la necessità di garantire una vita dignitosa ai lavoratori del settore.

Si intensifica la crisi per i tour operator e le agenzie di viaggio. A Ottobre scadono le 28 settimane di cassa integrazione che garantivano il sostegno al reddito ai lavoratori dipendenti. A rischio 40 mila posti di lavoro. Secondo un’indagine pubblicata dal Sole 24 ore, il 77% delle imprese del settore potrebbe aprire le procedure di licenziamento collettivo.

Dietro ogni numero c’è una persona, forse una famiglia e una vita dignitosa da mantenere. È giusto però parlare dei numeri in quanto tali, perché questi disegnano un quadro ben più preciso della crisi del settore turistico.

Su 8 mila aziende del settore, il 96% non è in grado di sostenere le spese con il solo fatturato e fanno quindi uso degli ammortizzatori sociali.

Quello che maggiormente preoccupa infatti è la mancata decisione, a oggi, di un prolungamento delle 28 settimane previste per il sostegno ai lavoratori. Ormai gli ammortizzatori sociali sono molto bassi e non bastano più per sostenere una famiglia, quindi oltre alla paura di un licenziamento collettivo, c’è comunque la necessità di garantire una vita dignitosa ai lavoratori del settore.

Ciro Crescentini

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