Le maglie larghe della delibera: si salva chi è colpevole di abuso d’ufficio, perde il beneficio solo chi ha condanne superiori ai 2 anni

ROMA – Il grande repulisti degli ex parlamentari condannati produce lo stop ai vitalizi per 18 persone. La delibera-beffa degli uffici di Presidenza di Camera e Senato si applicherà infatti solo a un pugno di ex, graziando molti beneficiari del vitalizio che hanno avuto guai con la giustizia. A pagare ci sono i nomi eccellenti di Berlusconi e Dell’Utri ed ex potenti della prima repubblica come l’ex ministro della sanità, Franco De Lorenzo e l’ex segretario del Psdi Pietro Longo. Oltre a loro, niente più (ricco) vitalizio per Massimo Abbatangelo, l’ex sindaco di Taranto Giancarlo Cito, Robinio Costi, Massimo De Carolis, l’ex vicesgertario del Psi Giulio Di Donato. Raffaele Mastrantuono, Gianstefano Milani, Gianmario Pellizzari, Vittorio Cecchi Gori, Pasquale Squitieri, Giorgio Moschetti, Franco Righetti, Vincenzo Inzerillo e Antonio Franco Girfatti . Le maglie larghe della delibera si applicano soltanto nei casi di condanne superiori ai due anni, per reati di particolare gravità. Con la strategica eccezione dell’abuso d’ufficio, il reato in cui rimangono impigliati molti politici. Un condannato può tuttavia percepire ancora il vitalizio nel caso di riabilitazione, istituto che consente, decorsi almeno 3 anni, di ottenere l’estinzione degli effetti penali della condanna e delle pene accessorie. L’assegno viene attualmente percepito da 1.548 deputati, dei quali 346 hanno più di 80 anni, età in cui viene eliminata l’iscrizione al casellario giudiziale. Su questi ultimi non è stato possibile un accertamento, che ha quindi riguardato solo 1.202 ex deputati.

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