Sciopero generale: tornano nelle piazze operai, studenti e disoccupati

Blocchi stradali e cortei in molte città italiane per l’iniziativa di lotta indetta dai sindacati indipendenti SiCobas e Slai Cobas

Cortei, presidi, blocchi stradali, picchetti per impedire la circolazione delle merci. Centinaia di lavoratori e lavoratrici, facchini, precari, operai metalmeccanici, student, impiegati hanno sfilato compatti per le strade cittadine. Lo sciopero generale nazionale di 24 ore indetto dai sindacati indipendenti SiCobas e Slai Cobas ha paralizzato molte attività produttive a Napoli. . Alla manifestaione hanno aderito i disoccupati del movimento “7 Novembre” e alcuni collettivi studenteschi. Altre decine  di manifestanti hanno avviato un blocco stradale in via Marina, all’ altezza del varco S. Erasmo del Porto di Napoli. All’ interno del Porto si sono formate file di camion. Un gruppo di studenti universitari ha occupato la facoltà di lettere dell’Università Federico II. Affisso su un ponte dell’autostrada uno striscione di solidarietà in favore degli operai della RCL della logistica FCA colpiti da provvedimenti di discriminazione con la complicità dei sindacati concertativi

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A Bologna i lavoratori autorganizzati hanno indetto un altro presidio alle 10 in piazza Maggiore, dove poco più tardi, sempre in occasione della giornata di mobilitazione Si Cobas e Slai Cobas, si sono ritrovati centinaia di operai, precari, studenti e studentesse . Circa mille studenti e operai hanno manifestato questa mattina per le strade di Torino. 500 manifestanti a Roma.

Le Motivazioni dello sciopero

1) Introduzione di una patrimoniale del 10% sul 10% più ricco della popolazione, al fine di fronteggiare l’impatto devastante della crisi sanitaria, facendone pagare i costi a chi finora ha continuato ad aumentare i profitti e le rendite;

2) Varo di un Protocollo per la prevenzione e il contrasto dei contagi da CoVid 19 sui luoghi di lavoro con l’introduzione dell’obbligatorietà dello screening e dei tamponi a tutti i lavoratori, con misure vincolanti per la prevenzione dei contagi, con la chiusura delle aziende in cui non viene garantito il diritto alla salute degli operatori e a creazione di comitati dei lavoratori che vigilino sul rispetto delle norme;

3) Piano nazionale straordinario di assunzione di infermieri e medici, con l’immediato esaurimento delle graduatorie degli idonei e la stabilizzazione di tutti/e i/le precari/e; integrale riorganizzazione del servizio sanitario pubblico unico, universale, gratuito, dotato di una diffusa rete territoriale, con al centro l’obiettivo della prevenzione delle malattie e la tutela della salute sui luoghi di lavoro; requisizione senza indennizzo di tutte le cliniche private, anche oltre l’emergenza; abolizione dei sistemi di “welfare” sanitario aziendale e di ogni altra forma di finanziamento indiretto alla sanità privata.

4) Rinnovo immediato dei CCNL scaduti, con adeguati aumenti salariali in grado di incidere sulle condizioni di vita dei lavoratori. Prolungamento degli scatti di anzianità oltre i 5 anni e sostanziale indennità di vacanza contrattuale. Forti disincentivi ai contratti precari e a termine.

5) No ai licenziamenti di massa: drastica riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario; Integrazione della Cig al 100%, ripristino dell’art. 18 e aumento di tutte le forme di tutela in caso di riduzione o assenza di lavoro; per un piano di assunzioni straordinario nel settore della tutele del territorio e della salvaguardia ambientale;

6) Salario medio garantito per disoccupati, sottoccupati, precari e cassintegrati;

7) Libertà di sciopero e agibilità sindacale, per l’abolizione del T.U. sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 e il ripristino della democrazia sui luoghi di lavoro;

8) Diritto al lavoro per tutte le donne, contro la precarizzazione e il lavoro a distanza; per il potenziamento dei servizi di welfare, contro la conciliazione tra lavoro domestico ed extra-domestico;

9) Abrogazione dei decreti-sicurezza: no alla militarizzazione dei territori e dei luoghi di lavoro, contro ogni criminalizzazione delle lotte sociali e sindacali;

10) Permesso di soggiorno europeo a tempo indeterminato per tutti gli immigrati e le immigrate presenti sul territorio nazionale; completa equiparazione salariale, di diritti e di accesso ai servizi sociali; abolizione delle attuali leggi italiane ed europee sull’immigrazione e chiusura immediata dei CPR;

11) Drastico taglio alle spese militari e alle grandi opere inutili e dannose (Tav, Tap, Muos, ecc.);

12) Piano straordinario di edilizia scolastica e di assunzione di personale docente e non docente per garantire la salute nelle scuole;

13) Blocco immediato degli affitti, dei mutui sulla prima casa e di tutte le utenze (luce, acqua, gas, internet) per i disoccupati e i cassintegrati; blocco a tempo indeterminato degli sgomberi per tutte le occupazioni a scopo abitativo.

CiCre

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