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Sciopero generale, mezzo milione in piazza: “sanità al collasso, salari fermi”

Redazione by Redazione
12 Dicembre 2025
in Economia e Società, In Primo Piano
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Landini a Firenze: 100mila manifestanti. Trasporti in tilt a Napoli, adesioni fino all’80% nelle fabbriche

Mezzo milione tra lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, cittadine e cittadini ha partecipato alle oltre cinquanta manifestazioni organizzate in tutta Italia in sostegno dello sciopero generale proclamato dalla Cgil per l’intera giornata di oggi nei settori pubblici e privati, contro una legge di bilancio ritenuta ingiusta e dannosa. L’adesione media nazionale si è attestata intorno al 68%, secondo i dati diffusi dalla confederazione. “Da tutta Italia arrivano messaggi chiari: aumentare salari e pensioni, fermare l’innalzamento dell’età pensionabile, contrastare la precarietà, introdurre una riforma fiscale equa e progressiva, dire no al riarmo e chiedere maggiori investimenti in sanità e istruzione”, sottolinea il sindacato.

La manifestazione più imponente si è tenuta a Firenze, dove il corteo, concluso in piazza del Carmine, ha visto la partecipazione di circa 100 mila persone. Dal palco, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha ribadito che “la maggioranza di chi tiene in piedi questo Paese non accetta la manovra economica del Governo. La giornata di oggi dimostra ancor più la necessità di un cambiamento”.

Nel suo intervento Landini ha denunciato la situazione della sanità pubblica italiana, spiegando che “siamo il Paese che spende meno in Europa rispetto alla nostra produzione industriale: il 6% del Pil, contro una media del 7,5%, con altri Paesi che arrivano a spendere anche il 10 o l’11%”. Con queste cifre, ha aggiunto, “i cittadini devono pagare di tasca propria per curarsi. Se vuoi la cura, paghi; altrimenti no”. Ha ricordato che “la spesa sanitaria privata ammonta a 41 miliardi, praticamente la differenza tra la nostra spesa attuale e quella necessaria per raggiungere la media europea”. Da qui l’annuncio di “una campagna di raccolta firme per una legge sulla sanità pubblica, accompagnata da vertenze ospedale per ospedale e Asl per Asl, perché non si può scaricare la responsabilità su medici, infermieri o singole Regioni”.

Cgil

Il segretario si è poi soffermato sulla riforma della giustizia e sul referendum: “Questa operazione non renderà la giustizia più veloce o più efficiente: serve solo a ridurre l’autonomia della magistratura e ad aumentare il potere politico”. Per Landini si tratta di “una logica di chi teme l’indipendenza della magistratura, del sindacato e dell’informazione. Senza indipendenza non c’è democrazia. Quando la Costituzione è in pericolo, noi scendiamo in campo”.

Cgil

Parlando di precarietà, ha ricordato che “non è un problema dei giovani: per cancellarla devono mobilitarsi soprattutto quelli che non sono precari. Quando ho iniziato a lavorare, non ho conosciuto la precarietà perché altri prima di me avevano conquistato quei diritti”. Ha poi citato il caso del lavoratore licenziato dopo il “test del carrello”: “Bisogna dare voce al Paese reale. Ci raccontano che tutto va bene, ma non è così”.

Nel finale Landini ha rilanciato gli obiettivi della Cgil: “Nei prossimi giorni lanceremo una raccolta firme per una vera sanità pubblica, saremo impegnati a bloccare col referendum una riforma che con la giustizia non c’entra nulla e continueremo a batterci per aumentare i salari. Serve una riforma fiscale: non è accettabile che lavoratori dipendenti e pensionati paghino più tasse dei profitti e delle rendite finanziarie”.

Cgil

Dopo Firenze, una delle mobilitazioni più partecipate è stata quella di Napoli, dove circa 10 mila persone hanno sfilato da piazza del Gesù a piazza Municipio. L’adesione allo sciopero ha avuto un impatto rilevante soprattutto sui trasporti: in Trenitalia si è registrato un 30% di scioperanti tra il personale mobile fino alle 6, la linea 1 della metropolitana è rimasta chiusa per l’intera mattinata, così come la Piscinola–Aversa, mentre sulle linee vesuviane si sono verificate numerose soppressioni e limitazioni. Molto alte le percentuali anche nel settore metalmeccanico di tutta la regione: in provincia di Napoli l’adesione ha raggiunto l’80% alla Marelli, alla San Giorgio e alla LMC, il 65% alla Lear e il 50% alla Tiberina; in provincia di Benevento lo sciopero è stato totale alla Hanon Systems e del 95% alla Ficomirrors; in provincia di Salerno si sono registrati il 79% alla Sirti di Sala Consilina e il 74% alla Sonoco; in provincia di Caserta picchi del 90% alla Italcoat, alla Firma e alla Haiki Metals, mentre la Getra Power ha raggiunto il 60%.

Dal palco napoletano sono arrivate molte denunce sulla situazione economica e sociale della regione. Il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, ha affermato che “la Campania e il Mezzogiorno vivono una crisi sanitaria drammatica, con emigrazione sanitaria, liste d’attesa crescenti e carenza di personale. Servono migliaia di assunzioni”. Ha poi invitato il presidente della Regione a trovare “soluzioni condivise per le filiere campane in crisi”.

Il segretario confederale Luigi Giove ha aggiunto che “serve una manovra vera: tre euro in più al mese sono una miseria. Ci sono tagli a sanità e istruzione, i contratti non vengono rinnovati e si spendono soldi per le armi: una politica di riarmo semplicemente assurda”.

Alma

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