Mobilitazioni da Milano a Napoli, salario minimo a 2.000 euro e stop alla “finanziaria di guerra” tra le principali richieste
Oltre cinquantacinque città italiane sono state attraversate da una nuova ondata di mobilitazioni: centinaia di migliaia di persone hanno partecipato al terzo sciopero generale in due mesi promosso dall’Unione Sindacale di Base, unendo la critica alla politica economica del governo Meloni al sostegno al popolo palestinese. Le piazze più imponenti si sono viste a Milano, Bologna e Genova, dove accanto ai portuali hanno sfilato Greta Thunberg e Francesca Albanese, relatrice speciale ONU per i territori palestinesi occupati.
A Roma, in piazza Montecitorio, lavoratrici e lavoratori dell’USB hanno organizzato una simbolica “bocciatura” della legge di bilancio, presentando una proposta alternativa definita pienamente coerente con il dettato costituzionale.
La partecipazione è stata ampia nei settori pubblici e privati: in testa alle rivendicazioni l’aumento dei salari con una base minima di 2 mila euro, l’uscita pensionistica a 62 anni, e un piano di investimenti pubblici contro la deindustrializzazione. Nelle piazze si è rilanciato anche l’appello alla manifestazione nazionale prevista per domani, 29 novembre, a Roma, con concentramento alle 14 da Porta San Paolo. Lo striscione d’apertura annuncerà gli obiettivi centrali della mobilitazione: “Contro la finanziaria di guerra e il governo Meloni – Palestina libera – rompere con Israele”.

La piattaforma politica presentata dagli organizzatori chiede inoltre maggiori risorse per sanità e scuola pubbliche, più edilizia popolare, abolizione dell’Iva sui beni essenziali, superamento del sistema degli appalti e stop alla precarietà attraverso internalizzazioni e nuove assunzioni. Per sostenere tali misure, propongono una tassa sui grandi patrimoni, la requisizione degli extraprofitti, e la cancellazione dei finanziamenti destinati alle grandi opere a favore della difesa dei territori.

Il legame tra critica all’economia di guerra e solidarietà con Gaza ha caratterizzato anche le mobilitazioni degli ultimi mesi. Un filo che domani culminerà nella giornata mondiale di solidarietà con la Palestina. In questo contesto, l’ex Pink Floyd Roger Waters ha inviato un messaggio di sostegno ai portuali dell’USB di Genova. Presenti oggi nel capoluogo ligure anche Francesca Albanese e Greta Thunberg, che ieri ha incontrato gli operai della ex Gkn a Firenze, lodando il loro progetto di “reindustrializzazione dal basso” come esempio concreto di alternativa ecologica e democratica.

Tensioni si sono registrate a Torino, dove un gruppo di circa cento manifestanti si è staccato dal corteo raggiungendo la sede del quotidiano La Stampa: letame contro i cancelli, scritte sui muri e una forzatura a un ingresso secondario che ha portato alcuni manifestanti a entrare nei locali della redazione. Esposto lo striscione “Free Shahin”, in riferimento alla recente convalida del trattenimento dell’imam di via Saluzzo nel Cpr di Caltanissetta.

A Napoli, lo sciopero ha provocato forti disagi alla viabilità e ha portato in strada migliaia di persone. Il corteo si è concluso davanti alla sede dell’Unione Industriali, dove i carabinieri in assetto antisommossa hanno presidiato l’ingresso. “Le aziende sono complici del Governo – ha dichiarato Enzo De Vincenzo, segretario regionale USB – non solo per la questione dei salari, ma anche per le morti sul lavoro. Ogni anno contiamo 1.500 vittime: per noi sono omicidi”.

Le mobilitazioni di oggi segnano un ulteriore passaggio verso la grande giornata di protesta di domani, chiamata dai movimenti un “banco di prova” per una nuova stagione sociale.
CiCre

