Sarri aspetta l’Inter: “Non sento pressioni, il gioco la nostra arma”

Il tecnico parla alla vigilia del big match: “La squadra sta bene. Abbiamo già sfidato con successo altre grandi”

CASTEL VOLTURNO – Fa un po’ il filosofo, gioca il ruolo dell’inattuale, alla maniera di Nietzsche. “Ero abituato che quando le squadre italiane giocavano in Europa c’erano titoli cubitali sulle loro imprese all’estero. Giovedì hanno giocato tre squadre italiane, due hanno vinto e una ha pareggiato in dieci e ho trovato gli articoli alle pagine 18-19 e 20 mentre ho trovato tre pagine – le 1-2 e 3 – di Felipe Melo.  A me  – spiega Sarri  – piace il calcio giocato e molto meno quello parlato e sono rimasto perplesso. Però ho capito che probabilmente comincio a essere inadeguato all’attualità. Mi sono sentito un uomo di un altro tempo perché ho provato nostalgia e quando uno prova nostalgia vuol dire che è inadeguato al mondo attuale”. Napoli-Inter è anche questo. I titoloni sul brasiliano di Mancini e la caccia a Higuain, e la tirata antimodernista di Maurizio Sarri. Il tecnico che oggi meglio coniuga la modernità applicata al rettangolo di gioco. Ma a parte questo, a 24 ore dal big match, regna sovrana la serenità. “Io non sento alcuna pressione. Se siamo qui – afferma l’allenatore – è perché abbiamo fatto bene sinora e perché stiamo giocando in un certo modo ben preciso. E così continueremo a fare”. Capito? Non bastano gli occhi di tutta Italia puntati sul San Paolo. Al Sarri-zen non importa più di tanto. “Abbiamo sfidato con successo le più forti del campionato, abbiamo fatto bei risultati con Lazio, Fiorentina, Juventus e Milan e adesso con lo stesso tipo di serenità e mentalità giocheremo contro l’Inter”. Mentalità è la parola chiave. Oltre il risultato, conta l’identità costruita in 4 mesi di lavoro. E non chiedere a Sarri di accorgimenti tattici: anche perché non ve li svelerebbe. “Da parte loro dovreste chiederlo a Mancini, da parte nostra noi  – ripete  – abbiamo un solo tipo di atteggiamento che sta portando i suoi frutti. Il risultato di una singola partita può essere certamente importante, ma per me è più importante l’atteggiamento tattico e la prestazione. Io credo che il gioco, per noi, sia l’unica strada per fare bene”. Gioco e condizione fisica.  “La squadra sta bene, quelli che non sono partiti per il Belgio hanno lavorato e sono in buone condizioni. Gabbiadini e Mertens sono ancora alle prese con le tabelle personalizzate e non sono ancora in gruppo, quindi valuteremo le loro condizioni la prossima settimana”. Il Napoli di oggi può permettersi di aspettarli.

(Foto Ssc Napoli/Twitter)

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