Mentre i prezzi sono alle stelle e i salari fermi da anni, il Governo aumenta le spese militari e taglia su scuola e sanità
50 mila lavoratori, studenti e disoccupati sono scesi oggi in corteo a Roma da Piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni, dove si è svolto un comizio, nella giornata di mobilitazione nazionale all’indomani dello sciopero generale indetto dai sindacati di base.
“In poche settimane Meloni e i suoi alleati hanno confermato la propria natura reazionaria e antipopolare, respingendo l’introduzione di un salario minimo, smantellando il reddito di cittadinanza, attaccando diritti e agibilità democratiche, criminalizzando gli immigrati e inasprendo la repressione del conflitto sociale e sindacale” – spiegano in una nota le organizzazioni sindacali di base

“Mentre i prezzi sono alle stelle e i salari fermi da anni, il Governo aumenta le spese militari e taglia su scuola e sanità”, ha dichiarato Lorenzo Lang, segretario nazionale del Fronte della Gioventù Comunista (FGC). “La manovra finanziaria mette le mani in tasca a milioni di lavoratori per fare un altro regalo a banche e grandi imprese. L’indirizzo del Governo è chiaro: andare avanti con l’agenda Draghi sulla gestione dei fondi del Pnrr e scaricare il costo della crisi su lavoratori e strati popolari, continuando a finanziare la guerra. Lo sciopero generale di ieri e la grande manifestazione di oggi fanno emergere che in Italia esiste un’alternativa che ha ripreso in mano la bandiera rossa ed è pronta a sferrare il contrattacco”.
“Fuori dai teatrini che si vedono in Parlamento, c’è l’opposizione reale dei lavoratori e dei comunisti. Lanciamo un appello a milioni di lavoratori che oggi pagano il prezzo più caro della crisi e delle politiche antipopolari dei governi: non è tempo di restare alla finestra, unitevi alla lotta”, conclude Lang.
