Renzi promette: “A Bagnoli zero cemento e via la colmata, rispettiamo il piano De Lucia”

Il premier prima della riunione in prefettura: “Oggi presentiamo il progetto di bonifica, la più grande opera di recupero ambientale della storia italiana”. Visita al carcere minorile di Nisida: “Dare a questi ragazzi una seconda possibilità”

La promessa è roboante, nello stile Renzi. “Bonifichiamo le terre, bonifichiamo il mare: non ho esitazioni nel dire che stiamo procedendo alla più grande opera di recupero ambientale della storia italiana. Vale più di dieci abbattimenti di ecomostri. Con buona pace delle polemiche di chi per anni non ha mosso un dito”. Prima della riunione della cabina di regia per Bagnoli, dai social arrivano i primi dettagli del piano che il premier esporrà in prefettura. “Bagnoli è un luogo incredibile, situato in uno dei posti più belli del mondo. Chiuso dal 1993 deve essere bonificato e restituito a Napoli e all’Italia. La politica  – scrive Renzi – da anni si rimpalla in modo meschino le responsabilità. Noi no. Non siamo come gli altri: noi abbiamo deciso di decidere. E oggi presentiamo il progetto di bonifica. Non date ascolto alle ricostruzioni farlocche: non c’è nessuna cementificazione, ma solo il rispetto rigoroso del piano regolatore di Vezio De Lucia”. Il presidente del consiglio si richiama al primo assessore comunale dell’era Bassolino. L’urbanista che siglò le linee della nuova Bagnoli. Un sogno rimasto tale però. “Eliminiamo la ‘colmata’ – promette Renzi -. Eliminiamo cioè il più grande scandalo ambientale, bonificando 230 ettari e rimuovendo due milioni di metri cubi tra colmata e mare di rifiuti lasciati per anni in condizioni atroci. Noi siamo quelli che messi davanti alle responsabilità, non ci prendiamo paura. Abbiamo promesso di sbloccare l’Italia. E lo faremo, con umiltà e coraggio”.

 

LA VISITA A NISIDA – “Ho deciso di iniziare la mia visita a Napoli da Nisida, il carcere minorile di questa meravigliosa città. Un luogo magnifico, paesaggisticamente meraviglioso. Ma anche un luogo di dolore ovviamente”. A sorpresa Renzi si reca nel carcere minorile, accompagnato dal guardasigilli Orlando e dal sottosegretario Migliore. “Le storie di questi ragazzi  – afferma il premier – sono storie tragiche per le vittime di quei reati. Ma anche per il degrado che ha segnato quasi sempre le loro esistenze. Io credo che un Paese civile sia quello che prova a dare a questi minorenni una seconda possibilità. Formandoli, educandoli, strappandoli alla criminalità. Perché questo prevede la Costituzione. Perché questo è ciò che rende la giustizia una cosa seria, diversa dal giustizialismo che va tanto di moda”. Alle parole di Renzi replica Mario Covelli, presidente della Camera Penale Minorile:  “Le affermazioni del presidente del Consiglio, secondo cui c’è l’impegno del Governo a favore dei minori detenuti sono valide, ma nei fatti contraddette dal ddl 2953/2015, proposto dall’esecutivo, che prevede la soppressione dei tribunali per i minorenni e la loro trasformazione in sezioni specializzate presso i tribunali ordinari, approvato il mese scorso alla Camera e ora in discussione al Senato della Repubblica.
“Il recupero ed il riposizionamento sociale del minore possono essere assicurati solo da un organo giudicante specializzato ed autonomo, come il tribunale per i minorenni. Il premier Renzi parla inoltre di Nisida  – aggiunge – come luogo di dolore, ma dimentica di essere inerte come i suoi predecessori che, fin dal 1975 avrebbero dovuto provvedere a far approvare un ordinamento penitenziario specifico per i condannati minorenni e per i condannati per fatti commessi da minore, ma non hanno mai provveduto”.

(Foto Matteo Renzi/Fb)

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest