Primarie Pd: veleni sul voto in Calabria, Sicilia e Puglia

Seggi aperti dalle 8 alle 20 per scegliere il segretario tra Renzi, Orlando ed Emiliano. Ci sono 10 mila gazebo in tutta Italia: il partito spera in almeno un milione di elettori, ma furono tre la volta scorsa. Voto sospeso a Nardò e Gela, scambi di accuse in provincia di Cosenza

Si sono concluse alle 20 le votazioni nei seggi delle Primarie del Pd, dove si sceglie il segretario tra Renzi, Orlando ed Emiliano. Il Nazareno comunica che alle 17 i votanti erano a quota 1 milione 493mila. Non mancano però  i rituali veleni e le denunce per presunti brogli.

 

 

SCAMBI DI ACCUSE IN CALABRIA – In Calabria proteste da parte della mozione Orlando, che ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine in alcuni seggi ed ha denunciato irregolarità e anomalie in diversi centri. Il maggior numero di segnalazioni riguarda la provincia di Cosenza. “A molti scrutatori della mozione Orlando è stato impedito di insediarsi al momento della costituzione del seggio – è scritto in una nota – e vidimare le schede come previsto dal regolamento. E’ quanto successo nei seggi di Mendicino, San Giovanni in Fiore, Santa Sofia d’Epiro, Marano Marchesato, Tortora, Parenti e in tanti altri paesi della provincia di Cosenza”. Secondo i sostenitori del guardasigilli, “il paradosso si è raggiunto a Cariati dove addirittura non si è ottemperato a quanto deciso dalla commissione nazionale per il congresso del Pd che aveva stabilito l’ubicazione del seggio nei locali del centro sociale. Il seggio, ignorando completamente il deliberato della Commissione nazionale per il congresso del Pd, è stato ubicato arbitrariamente nel pub di un privato che, così, di fatto ha illegittimamente avviato le operazioni di voto che naturalmente saranno considerate nulle”. Tra le denunce anche quella di Parenti, sempre nel Cosentino, dove “sono intervenute addirittura le forze dell’ordine. Il seggio è stato chiuso dal presidente che voleva impedire la libera e trasparente partecipazione dei cittadini alle Primarie del Pd”. Anche a Catanzaro la mozione Orlando che ha segnalato la mancata apertura del seggio nel popoloso quartiere di Santa Maria, dove si è presentato il presidente di seggio, in quota alla mozione Orlando, ma non gli scrutatori delle altre mozioni.

Alle accuse degli orlandiani replicano i sostenitori di Renzi. Ci sarebbero state “gravi irregolarità nel seggio di Cosenza a sant’Aniello e segnalazione di possibili brogli elettorali. Stamattina, in palese violazione della delibera della Commissione nazionale di garanzia – si legge in una nota a firma dei Comitati Renzi – viene impedito al vice presidente di seggio da parte della mozione Orlando di insediarsi e vidimare le schede elettorali. Abbiamo chiamato la polizia che sta mettendo a verbale le gravi irregolarità. Abbiamo già chiesto alla Commissione provinciale di ripristinare subito le regole democratiche o di annullare il seggio”. Da parte della mozione Renzi si sostiene che “avevamo già segnalato possibili brogli a favore del Ministro della Giustizia e del consigliere Guccione e stamattina ne abbiamo avuto la prima conferma”.

 

 

VOTO SOSPESO A GELA E NARDO’ – A Gela e a Nardò è stato sospeso il voto. Nella cittadina siciliana scontro a colpi di carta bollata, tra le fazioni che sostengono i tre candidati, a causa dell’apertura inaspettata di un seggio che esponenti dei movimenti “Sicilia Futura”, facente capo a Salvatore Cardinale, e del “Megafono”, fondato dal governatore Rosario Crocetta, hanno definito “occulto” e “abusivo”. Un esposto è stato presentato dai ricorrenti alla magistratura, con la richiesta di annullamento delle votazioni, che a Gela si svolgono in un unico gazebo in piazza Martiri della Libertà. Nella fase più acuta dello scontro verbale sono stati chiamati i carabinieri per impedire che il diverbio degenerasse, mentre la gente affluiva numerosa alle quattro postazioni del seggio. La bagarre è iniziata quando si è saputo che il presidente del seggio elettorale, Giorgio Donegani, per facilitare le operazioni di voto, ha disposto l’apertura di una quinta postazione all’interno dell’adiacente primo circolo del Pd, riservato agli iscritti al partito. Esponenti di Sicilia Futura, che sostengono Renzi, e i sostenitori di Emiliano hanno contestato l’apertura di quel seggio sostenendo che nessuno ne era stato informato. E quando si stava per chiuderlo e si pensava di trasferire le schede votate nelle urne delle quattro postazioni ufficiali è scoppiato il caos. Presidente, scrutatori e rappresentanti dei candidati hanno deciso di sigillare e di considerare nulli quei voti della sezione “abusiva”, con la riserva di legge dei ricorrenti perché l’intera votazione venga ritenuta nulla. Contrari, perché le operazioni di voto si sarebbero svolti secondo regolamento,  il presidente, Giorgio Donegani, il figlio, Miguel, ex parlamentare regionale, che sostengono Renzi, e il deputato regionale Giuseppe Arancio con l’ex parlamentare, Lillo Speziale, che sostengono Orlando. Le operazioni elettorali sono poi proseguite regolarmente.

Alle 15 le operazioni di voto nel seggio elettorale di Nardò, nel Salento, sono state sospese dopo le dimissioni di tutti gli scrutatori avvenute “a causa delle gravissime irregolarità riscontrate”, come spiega Marcello Risi, ex sindaco della città e coordinatore locale dell’area che sostiene il candidato Andrea Orlando. “Sin da stamattina, nel seggio – sostiene Risi – vi era una massiccia presenza di esponenti della destra appartenenti all’amministrazione comunale, i quali hanno anche votato infrangendo così lo statuto. Di conseguenza, noi, insieme all’area Renzi, rappresentata dall’ex onorevole Rino Dell’Anna, abbiamo chiesto l’annullamento del voto”. Il presidente del seggio, Diego Marchese, prendendo atto delle dimissioni degli scrutatori, ha sospeso le operazioni di voto e ora la situazione è al vaglio degli organi nazionali del Pd.

 

ERCOLANO, VOTANO I RICHIEDENTI ASILO – A Ercolano vota un gruppo di immigrati africani e richiedenti asilo, ospiti al locale Centro di Accoglienza. Si sono presentati al seggio allestito in località San Vito. A smentire i sospetti di “truppe cammellate” è il presidente di seggio Michele Maddaloni: ”Gli immigrati sono stati registrati avendo loro la residenza a San Vito. La considero una grande prova di democrazia e di integrazione visto che queste persone vivono da circa due anni nella nostra città con continue azioni di integrazione nelle nostre scuole, tra i giovani e nella intera comunità ercolanese.

 

IL PD: “ALLE 12 AFFLUENZA DI OLTRE 700.000” – “Alle 12 l’affluenza ai seggi delle Primarie del Pd è risultata essere di 701.373 cittadini. Grazie per questa straordinaria partecipazione che siamo certi si rafforzerà nelle prossime ore. Grazie agli oltre 80mila volontari che rendono possibile questo importantissimo evento democratico”. Lo annuncia una nota della Commissione nazionale per il Congresso del Pd.

 

 

(Foto Francesco Bassini)

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