Per Renzi erano 600 posti di lavoro: ad ottobre i corsi Apple a San Giovanni a Teduccio

La Regione Campania sostiene con 7 milioni di euro il programma della iOS Developer Academy, in partnership tra la casa di Cupertino e l’università Federico II: destinati a 1000 borse di studio

Era il 21 gennaio quando Renzi annunciò che “la Apple farà 600 posti di lavoro a Napoli”. Nei mesi successivi si è chiarito che fu un annuncio maldestro. Non di posti di lavoro si tratta ma di un’accademia per sviluppatori, in partnership tra la casa di Cupertino e l’università Federico II. Dunque, una scuola di alto livello. Oggi l’ateneo napoletano comunica che la prima iOS Developer Academy d’Europa partirà ufficialmente ad ottobre con oltre 200 studenti che parteciperanno al primo anno. La sede sarà nel Complesso Universitario di San Giovanni a Teduccio, area ex Cirio. Secondo quanto afferma Palazzo Chigi, i corsi saranno “gratuiti”. Però la Regione Campania sosterrà il programma con 7 milioni di euro, destinati al finanziamento di 1000 borse di studio “per sostenere talenti campani o provenienti da altri paesi, che nel prossimo triennio frequenteranno la ‘Factory’ campana”. “Al fine di favorire la più ampia partecipazione di studenti  – spiega una nota di Palazzo Santa Lucia – saranno messi a disposizione posti nelle residenze universitarie presenti a Napoli, oltre a una card dedicata che renderà possibile usufruire di facilities per i trasporti, l’accesso ai musei e altre attività che renderanno l’esperienza nell’Academy integrata con il contesto campano”. Attenzione però: i corsi non saranno ovviamente rivolti solo ai talenti locali, ma a quelli di tutta Europa. E Renzi? “Siamo molto soddisfatti, perché – scrive su Facebook il premier – una delle più importanti aziende globali ha deciso di investire al Sud, a Napoli, nel capitale umano, nei talenti straordinari dei nostri ragazzi. Se anche noi la smettiamo con il racconto senza salvezza del Sud e valorizziamo le eccellenze che sono così numerose, ce la possiamo fare, come ci dicono anche i dati Istat della settimana scorsa”. Ma non gli annunci del gennaio scorso.

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