Napoli, patologie nel 70% degli autisti Anm: tagli alle corse e linee cancellate

In circa 10 anni si e passati da circa 4000 dipendenti, dato riferito alla sola gomma, a 1500 dipendenti, di cui attualmente solo la metà sono autisti impegnati alla guida dei mezzi aziendali

Gli autisti di autobus si ammalano sul posto di lavoro, aumentano i disservizi alle fermate, e l’azienda corre ai ripari attraverso il taglio delle corse e la cancellazione di alcune linee. Oltre 200 inidonei in Anm, salute a rischio per gli autisti.
Secondo una stima effettuata dal sindacato Usb il 70% dei conducenti accusa episodi riconducibili a patologie di natura muscoloscheletrica. La posizione di seduta protratta, la rotazione frequente del collo e del busto che si realizzano al posto guida, le vibrazioni subite all’interno corpo legate alla non sempre adeguata manutenzione del manto stradale e delle sospensioni dei bus, il microclima inadeguato, stanno diventando i fattori principali della patologia più diffusa, insieme allo stress da lavoro correlato, tra gli autisti del capoluogo napoletano: la lombalgia.
Sono anni che i processi di ristrutturazione aziendale hanno determinato un aumento della produttività e la riduzione degli organici. In circa 10 anni si e passati da circa 4000 dipendenti, dato riferito alla sola gomma, a 1500 dipendenti, di cui attualmente solo la metà sono autisti impegnati alla guida dei mezzi aziendali.

 

 
Un circolo vizioso che associa le precarie condizioni di lavoro, il degrado dello stato di salute degli autisti e la riduzione dell’efficacia del servizio. Ragione per cui riteniamo sia diventa necessaria la verifica degli organici dell’azienda e la congruità dei carichi di lavoro dei conducenti in relazione con le previsioni di legge, sia per tutelare la salute degli autisti che per il rilancio occupazionale nel settore del trasporto pubblico locale.
Un fenomeno, quello della inidoneità, che rischia di aumentare nei prossimi mesi se non supportati da un adeguato ed efficiente sistema di gestione della prevenzione per la salute e la sicurezza in azienda. I conducenti dei bus, filobus e tram non sono inviati, dall’azienda, a visite di revisione in base alla normativa vigente ad opera di enti pubblici con il relativo rilascio di parere medico legale, ma “semplicemente” inviati a visita medica presso il medico competente aziendale nell’ambito della sorveglianza sanitaria imposta dalla legge.
“Frequenti i casi in cui – afferma l’Usb – i conducenti vengono dichiarati inidonei alla guida dei bus per poi essere utilizzati, secondo un discutibile accordo sindacale, su mezzi di soccorso speciali, come ad esempio i carri attrezzo che trainano i bus in avaria o alla guida dei mezzi per la manutenzione della rete aerea senza che, gli stessi autisti, siano stati autorizzati dai medici della motorizzazione civile, che devono determinare in base alla patologia l’abilitazione da assegnare (patente E, D, C, B, ecc.), e conservando, di fatto, la patente europea per la guida dei mezzi sul territorio internazionale. Come dire, con immenso imbarazzo, inidonei alla guida dei mezzi dell’Anm ma non per le restanti strade e aziende del mondo”.

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