Manifestazione contro la chiusura dell’ospedale San Paolo: no dei medici, dei cittadini e dei comitati

Botta e risposta fra il governatore De Luca e il sindaco de Magistris. Il primo: solo sette persone, ma interverremo. Il secondo: abbiamo chiesto di essere ascoltati sulla questione

NAPOLI – Chi dice che era una manifestazione, chi dice che erano solo sette persone tra cui due parroci: una cosa è certa, che questa mattina a piazzale Tecchio – mentre all’interno della Mostra d’Oltremare si inaugurava la lussuosa manifestazione dedicata alla nautica – il Comitato di salvaguardia della sanità pubblica dell’area flegrea con i medici e i cittadini ha acceso il riflettore sulla questione che riguarda l’ospedale San Paolo di via Terracina che rischia la chiusura.

Al loro fianco anche i componenti dell’Assemblea popolare di Bagnoli.

Sono stati due i momenti di protesta: un presidio in piazzale Tecchio che poi si è spostato in corteo fino a via Marconi davanti alla sede Rai.

I manifestanti hanno chiesto alla Regione Campania “l’immediato ripristino delle attività chirurgiche, di invertire immediatamente il processo di ridimensionamento e di rilanciare invece il potenziamento del presidio”. Un rilancio che secondo i cittadini deve partire con il ripristino dell’unità di terapia intensiva cardiologica con emodinamica; della neurologia interventistica; del trasporto di pazienti di area critica con ambulanza rianimativa “oggi assente”; dell’integrazione dell’ospedale con il territorio per rafforzare l’assistenza geriatrica e dell’installazione della risonanza magnetica.

Presente alla manifestazione anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ha commentato ” Le decisioni devono prenderle Regione, Asl e governo nazionale. L’amministratore comunale è al fianco dei medici perché si fanno scelte che vanno contro la città e senza ascoltare gli operatori sanitari. Il sindaco di Napoli non è stato mai convocato e mai ascoltato nonostante più volte lo avessimo chiesto. Ci sono istituzioni che difendono la città e il territorio attraverso battaglie democratiche ed altre che sulla pelle dei cittadini fanno ben altre cose”.

La risposta ai manifestanti del Governatore Vincenzo de Luca è stata questa: “Non c’era nessuna manifestazione ma una bella delegazione di sette persone tra cui due parroci che garbatamente mi hanno chiesto cosa si prevede per l’ospedale San Paolo. Gli abbiamo detto che, diversamente da come volevano quelli che c’erano prima di noi, non chiuderemo l’ospedale ma sarà valorizzato nell’ambito di un serio programma di rivalorizzazione della rete ospedaliera. La vecchia idea programmatica del decreto 49 di chiudere tutti gli ospedali di Napoli e concentrare tutto nell’Ospedale del Mare era irresponsabile e va cancellata. Ogni parte della città di Napoli avrà dei propri presidi di grandi livello”.

(Foto: Bruna di Dio)

 

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