La classe operaia non è scomparsa,  3 mila edili in piazza a Napoli

 

In corteo lavoratori provenienti dalla Calabria, Puglia e Basilicata

La classe operaia non è scomparsa. Oggi  gli operai edili sono scesi nelle piazze italiane per chiedere il rinnovo del contratto scaduto da 18 mesi e l’apertura dei cantieri pubblici e privati.  A Napoli hanno sfilato in corteo 3 mila lavoratori e lavoratrici, tanti provenienti dalla Calabria, Puglia, Basilicata.   Il corteo, partito da piazza Mancini, ha raggiunto piazza Matteotti, dove è intervenuto Franco Turri, segretario generale Filca Cisl.
“Bisogna far ripartire i cantieri pubblici e quelli privati. Per quanto riguarda il contratto, costruttori e artigiani non danno aperture serie”. Turri ha poi toccato il tema delle pensioni, ricordando che “la soglia dei 60 anni è una ipotesi seria per i lavoratori del settore, che sono di fronte spesso a situazioni di rischio infortuni”. “Dare un lavoro stabile, sicuro e regolare – ha concluso Turri – è il miglior antidoto contro mafia e camorra”. “E’ significativo – è il commento di Walter Schiavella, segretario generale della Cgil partenopea – che la manifestazione si sia svolta a Napoli, la capitale del Mezzogiorno, la cui ripresa è ancora troppo lenta, anche perchè un settore strategico come quello delle costruzioni non riesce a trasformare in cantieri gli stanziamenti e gli stanziamenti in lavoro di qualità”.  “Riaffermare il diritto al contratto – secondo il leader della Uil Campania, Giovanni Sgambati – è una questione di civiltà. Sbloccare le grandi opere è un obiettivo da raggiungere per riportare lavoro ed efficienza al Sud. E’ importante che questo settore riparta”.

Il settore delle costruzioni è travolto   una delle crisi più durature e profonde. Oggi sente i colpi pesanti di una difficoltà non ancora superata. In Campania, negli ultimi dieci anni sono andati in fumo più di 50 mila  posti di lavoro, cancellata una ricchezza tra i 250 e i 300 milioni , un sistema d’impresa smantellato dalla burocrazia, dal ritardo dei pagamenti.  E’ fondamentale avviare programmi di riqualificazione e rigenerazione urbana per intervenire sul patrimonio edilizio, vetusto e insicuro, puntando sulle periferie. Grande risalto dovrebbe avere il rilancio del progetto Sirena, il risparmio energetico, la valorizzazione del patrimonio storico-culturale, dal centro storico di Napoli ai tanti centri storici della Campania.

Il contratto non serve solo a rinnovare diritti e salario, ma rappresenta uno strumento a disposizione del settore, dei lavoratori e delle imprese, per rilanciare l’azione verso politiche di settore che affrontino i nodi strutturali della crisi, che è una crisi di domanda e al tempo stesso di offerta. È un antidoto alla crisi,  la ‘carta d’identità’ di una categoria del settore dell’industria che si candida a ‘motore di sviluppo’. La battaglia per il rinnovo del contratto è parte integrante della lotta complessiva per il lavoro.

                                                                                                                            Ciro Crescentini

 

(foto di Cgil, Cisl e Uil)

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