A poco sono serviti la promessa di un aumento delle ispezioni e la “patente a crediti” operativa da ottobre.
Nonostante le promesse di maggiori ispezioni e l’introduzione della “patente a crediti” a partire da ottobre, nel 2024 le morti sul lavoro in Italia sono aumentate del 5%, salendo a 1.090 rispetto ai 1.041 del 2023, tornando ai livelli del 2022. Le vittime tra gli studenti per infortuni a scuola o durante attività di alternanza scuola-lavoro sono passate da 12 a 13.
Le denunce di infortuni mortali sul lavoro, escludendo gli incidenti durante il tragitto e quelli tra studenti, sono state 797, con un incremento di 7 rispetto al 2023. Rispetto agli anni precedenti, l’incidenza di morti sul lavoro è leggermente diminuita (-2,1%). Le principali vittime provengono dai settori industriali e dei servizi, con un totale di 686 decessi (rispetto ai 669 del 2023). I decessi in agricoltura sono calati (da 107 a 102), mentre quelli tra i dipendenti pubblici sono diminuiti ulteriormente (da 14 a 9).
I settori più colpiti restano le costruzioni (156 morti), il trasporto e magazzinaggio (111 morti) e il manifatturiero (101 morti). A livello territoriale, gli incrementi maggiori si sono registrati al Centro (+21) e nelle Isole (+22), mentre sono diminuiti al Sud e nel Nord-Est. Tra le regioni con i maggiori aumenti si segnalano Toscana, Lazio, Sicilia e Campania, mentre Puglia, Veneto, Abruzzo e Piemonte hanno visto i cali più evidenti.
Gli uomini continuano ad essere le vittime principali (750 decessi contro i 740 del 2023), mentre le donne scendono a 47. Aumentano anche le denunce tra i lavoratori stranieri, salite da 155 a 176, mentre quelle tra gli italiani sono diminuite da 635 a 621.
Gli infortuni mortali in itinere sono aumentati del 17,2%, passando da 239 nel 2023 a 280 nel 2024, con un’impennata nel settore Industria e servizi (da 215 a 238) e nell’agricoltura (da 12 a 29). Le denunce di infortuni di qualsiasi gravità sono state 589.571, in aumento dello 0,7%, mentre quelle relative agli studenti sono salite a 77.883 (+10,9%) grazie all’estensione della copertura Inail. Tre infortuni su quattro riguardano studenti sotto i 15 anni.
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